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Padova Baseball Softball Club, una nuova stagione a trazione giovanile

18 Marzo 2023 - 16:25
Roberto Turetta
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Roberto Turetta

Il Padova Baseball Softball Club aspetta la nuova stagione con tanti buoni auspici. Non soltanto la società che gioca al Plebiscito è riuscita a ricostruire tutti i settori giovanili, ma punta in alto con le sue prime squadre grazie anche a giovani del posto. «Siamo riusciti a costituire squadre per ogni fascia d’età possibile, seppure in alcuni casi con organici al limite -spiega il presidente e fondatore Marco Flores D’Arcais-. Per il 2023 abbiamo circa 200 tesserati tra atleti e dirigenti. Quasi 140 i giocatori e le giocatrici, partendo dai bimbi di sei anni (dove non ci sono i lanciatori) e arrivando agli amatori. La promozione nelle scuole e nelle catene di articoli sportivi sta dando i suoi frutti». 

Traspare inoltre un cauto ottimismo per le prime squadre maschile e femminile, impegnate rispettivamente in Serie A e B e con rose (roster) abbastanza completi di 23 e 20 tesserati. «Abbiamo rose forti e motivate. Per i maschi sono giunti sei innesti direttamente dall’Under 18, padovani o comunque veneti: i fratelli Federico e Riccardo Benetton, Alessandro Lotti, Matteo Sambugaro, Leonardo Maggiolo e Tommaso Salvagnin. La sfida sarà farli crescere nel corso degli anni». Non male per chi si muove in una federazione con una preponderante presenza di italoamericani, spesso nel Belpaese solo per giocare e in alcuni casi senza neppure conoscere la lingua (o i dialetti) dei parenti da qui emigrati. Seppure nemmeno nel Padova Baseball manchino giocatori esperti nati all’estero, veri e propri oriundi: gli italovenezuelani Roberto Granoche; Anderson Martinez e Anthony Arcila, l’italoargentino Exequiel Talevi. Il loro primo banco di prova è stato fissato per sabato 17 marzo a San Bonifacio (Vr). Il 15 aprile riparte il campionato vero e proprio Flores D’Arcais è speranzoso anche per le donne. «Faccio gli scongiuri, ma hanno tutte le potenzialità per salire di categoria».

Ma non solo. «L’ideale sarebbe crescere come movimento veneto e federazione nazionale –prosegue Flores D’Arcais-. Nella nostra regione non ce la caviamo male, seppure non ai livelli dell’Emilia Romagna. Più che altro dovrebbe nascere qualche società in più al Sud». Peraltro la nazionale azzurra maggiore di questa disciplina si fa valere. «Si è fermata solo ai quarti ai mondiali in Giappone con la più blasonata nazionale di casa».

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