
Attività sportive per dire no alla violenza sulle donne
Michelangelo Cecchetto
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In campo nel senso vero del termine per educare e condannare la violenza ancor più se perpetrata verso una donna. Psicologica o fisica, morale o materiale. Il No è totale, questione culturale e soprattutto civico impegno di ogni cittadino anche se non direttamente interessato, ma testimone di una violenza di genere. Il Comune di Limena in particolare con gli assessorati a Sport, Pari Opportunità, Cultura e Sociale, ha organizzato una due giorni, sabato 26 e domenica 27 novembre, per sensibilizzare sul tema. In campo contro la violenza sulle donne, il titolo dell’importante evento, il cui ricavato andrà a sostenere la preziosa e quotidiana opera del Centro Veneto Progetti Donna.
Due giorni di divertimento nel segno però della sensibilizzazione di tutti perchè lo stop alla violenza è impegno globale, nel centro sportivo Gaia a Limena.
Il programma
Sabato dalle 16 ecco tornei di calcio, calcio femminile e padel, parkour e ludobus per I più piccini. Ed ancora, particolare corsa di 100 metri con I tacchi. E poi tanta musica, aperitivo e castagnata.
Domenica dalle 10, colazione al centro e poi attività di Yoga, Viet Tai Chi, lezione di scherma, nordic walking e lonewolf softair.
In campo contro la violenza sulle donne è una manifestazione aperta a tutti. Dimostrazione concreta che anche attraverso lo sport si può fare educazione civica e contribuire ad eliminare un’aberrante piaga sociale.
“Un fine settimana che coinvolge tutte le realtà sportive del nostro territorio – evidenzia l’assessore a Pari Opportunità e Sport Eleonora Paccagnella - sotto lo slogan “In campo contro la violenza” per rafforzare il messaggio di sensibilizzazione rispetto al tema della violenza di genere che va combattuta tutti i giorni, a prescindere dal 25 novembre, in ogni nostro gesto quotidiano. Lo sport, in questa battaglia, può supportare e aiutare, ma quello che maggiormente serve è un radicale cambiamento di mentalità per scardinare dalla nostra società una cultura discriminatoria che ancora oggi, in ogni situazione, tenta di colpevolizzare le donne”.
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