
Basket in carrozzina, al via il campionato di serie A
Giovanni Pellecchia
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Al via da sabato 15 ottobre il campionato di serie A FIPIC 2022/23. Una nuova avventura, "griffata" Self Group, per il Padova Millennium Basket Onlus che dopo due semifinali scudetto (2021 e 2022), punta ancora a ben figurare nella massima categoria di basket in carrozzina. Al timone della società dell’Alta Padovana, che disputa le gare interne al palasport di Piombino Dese, il presidente Silvana Vettorello che del PMB è stata tra i fondatori (nel 1999 a Camposampiero), giocatrice, allenatrice e dirigente…
La prima squadra, reduce da un duplice quarto posto nella scorsa stagione – campionato e Coppa Italia -, è guidata dal riconfermato coach Fabio Castellucci che ha trascorso un'estate “azzurra”: è il Ct della Nazionale Under 22, condotta alla vittoria agli European Para Youth Games in Finlandia, ed il vice di quella senior, che invece ha centrato la qualificazione ai Mondiali di Dubai, di recente spostati da dicembre a giugno 2023.
In attesa di entrare nel vivo del campionato, partito sabato 15 ottobre, capitan Enrico Foffano ha iniziato la stagione. Domenica 2 ottobre sul parquet di via Pozzetto a Piombino Dese, la società ha organizzato il Memorial "Franco Lachin & Valentina Boraso" intitolato a due figure storiche per il club. Due le gare disputate: al mattino, la prima squadra ha superato nettamente per 73-31 la Polisportiva Nordest Gradisca d'Isonzo di serie B; mentre il pomeriggio Le Iene, la formazione giovanile (tra cui debuttava un bambino di 9 anni) che disputa il campionato Uisp, ha battuto 36-23 Reggio Emilia.
«Lo spirito è quello giusto, dopo la lunga pausa estiva che ci ha permesso di dedicarci alle nazionali – ha evidenziato il coach - Ci aspetta sicuramente un anno lungo, ma sono contento di poter lavorare con il gruppo lasciato a fine dello scorso campionato: è un punto a nostro favore, perché si può continuare il lavoro già intrapreso. Con il passare degli anni, il campionato sta riprendendo forza: molte squadre si sono rinforzate, quindi sarà difficile, specie nella seconda fase».
«Ci siamo finalmente ritrovati in campo, per questa ricorrenza importante – conferma il capitano -: Valentina e Franco sono sempre nei nostri cuori. La squadra ha fatto vedere buone cose: siamo pronti per il campionato.».
La storia
Al di là dei risultati sul parquet, però, il basket in carrozzina è caratterizzato soprattutto dalle “storie” dei suoi protagonisti. Edificante, in tal senso, la vicenda del 37enne Ahmed Raourahi che come il più giovane Mattia Scandolaro (capitano dell'Italia U22) è tra i punti di forza della nostra Nazionale.
Era un bambino di 10 anni, a metà degli anni '90 a Ksar El Kebir città del Marocco a nord di Tangeri, quando fu aggredito da un bandito che voleva rubargli un carico di frutta (stava aiutando, infatti, la sua famiglia nell'attività di commercio). Sbalzato fuori dal treno nella colluttazione e finito sulle rotaie, ha dovuto subire l’amputazione di entrambe le gambe e della mano destra. Dopo la corsa per salvargli la vita, questa è mutata radicalmente: non più il “sogno” del calcio ma, proprio nel centro di riabilitazione, la timida conoscenza della pallacanestro. E pian piano, la difficoltà si è trasformata in sfida: Ahmed è diventato un vero giocatore, iniziando poco dopo la carriera in Spagna ed in Italia (ha vinto tutto con Santa Lucia Roma e Briantea Cantù).
La sua nazionalità italiana, invece, è arrivata nel 2011 grazie al matrimonio con Roberta di Treviso: e da allora è, appunto, tra i più forti “azzurri”. Non solo di basket: nel 2013 spinto dal capitano Alvise De Vidi, infatti, ha giocato “in prestito” anche con la nazionale di Rugby in carrozzina al suo debutto internazionale.
Raourahi, che ora riesce a parlare con il sorriso di quell'incidente portandone testimonianza nelle scuole dell'Alta Padovana, come del trevigiano e del veneziano («Le mie visite – spiega - servono per spiegare quanto la voglia di realizzare i proprio sogni possa superare le disgrazie della vita»), si è ormai stabilito qui.
«Sono nato in Marocco e non rinnego le mie origini – rivela -, ma quando ho la maglietta azzurra addosso la difendo sempre con orgoglio e passione. Questo è un Paese che mi ha dato tanto e continua a insegnarmi qualcosa ancora oggi: risiedo a Camposampiero con la mia famiglia e ci troviamo benissimo, quindi mi viene naturale ripagare quanto mi è stato dato nella vita con le prestazioni sul parquet».
Il movimento di basket in carrozzina padovano annovera anche una formazione cittadina: il Cus Padova Antenore Energia che disputa il campionato di serie B, al via ai primi di dicembre.
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