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Giulia Bedorin completa l’Ironman delle Hawaii e realizza il suo sogno

17 Ottobre 2022 - 17:12

 

Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Mitico, leggendario, iconico...non mancano gli aggettivi per descrivere l'Ironman delle Hawaii, il famoso percorso di Kona, lungo 226 km, un sogno per tutti i triatleti. Il sogno che ha realizzato anche la trentaseienne triatleta di Due Carrare Giulia Bedorin, che dopo aver completato l’anno scorso il primo Ironman a Klagenfurt, in Austria, qualificandosi, è riuscita a coronare il suo grande obiettivo agonistico: correre alle Hawaii, il campionato mondiale Ironman più importante a livello internazionale.

Un percorso molto impegnativo e difficile quello costruito nella sua storia agonistica dalla portacolori della Pdntri Thermaesport di Padova, iniziato nel 2018, con la partecipazione al primo campionato del mondo Ironman 70.3 in Sudafrica, una qualificazione quasi inaspettata dopo essere riuscita a strappare un ottavo posto assoluto a Liuzhou in Cina, che le aveva consentito di vincere la sua categoria. Poi, è arrivata la seconda partecipazione al Mondiale 70.3 a Nizza dopo la qualifica e un terzo posto assoluto in Oman.

Oggi il presente di Giulia è molto di più di una semplice gara di nuoto, bicicletta e corsa, perché l’Ironman Hawaii non è nata per essere tale. E’ un campionato del mondo che richiede un enorme investimento personale e agonistico. Lei l’ha completato in 11 ore, 1 minuto e 33 secondi (1:03:13 nuoto; 5:51:20 bici; 3:58:23 corsa), guadagnandosi l’etichetta di “Ironman World Championship”. Un triplo sforzo agonistico, da combinare nelle tre discipline di nuoto (3.8 km), bici (180 km) e corsa (una maratona completa). Una prova da vera Ironman. 

Giulia quando ti sei presentata al grande appuntamento agonistico?

Sono arrivata alle Hawaii qualche giorno prima, abituandomi prima di tutto al clima. C’erano 35 gradi costanti, con un tasso di umidità molto alto. In verità, quasi tutti gli atleti hanno risentito dell’aspetto climatico. Soprattutto nella maratona, i ristori erano dislocati ogni 2 chilometri, dove c’era la possibilità di prendere del ghiaccio, mangiare e idratarsi, per non incorrere in una facile disidratazione, anche perché tra il vento e il caldo era difficile accorgersi di perdere tutti quei liquidi.

Spiegaci come è andata la gara

Nella frazione di nuoto sono andata al risparmio rispetto al mio solito, c’era un po' di corrente ma non ho incontrato particolari difficoltà. In bici ho gestito lo sforzo in maniera da mantenere energia per affrontare la corsa. Il dislivello di 1800 metri era particolarmente importante,  con pochi metri di pianura. Il dispendio muscolare era davvero notevole perché il percorso era caratterizzato da continui sali e scendi. Nella maratona, invece, è andata abbastanza bene, a parte lo “scontro” con il temibile muro del 30esimo chilometro, dove ho avvertito un po' di fatica fisica e mentale. Sono riuscita comunque a completarla sotto le 4 ore. Non mi era mai capitato il controllo del peso nel pre e post gara fatto dall’organizzazione per la valutazione di perdita dei liquidi: io ne ho persi 3,5 kg. 

Cosa ti porti a casa da questa esperienza?

E’ stata una esperienza unica che mi ha fatto capire ulteriormente quali possono essere i miei limiti. Un mese prima un problema di salute mi aveva colpito per una decina di giorni e avevo una grande paura di non potercela fare.  Perdendo la parte finale di preparazione, mi sentivo poco in forma. Con il caldo e la condizione fisica non ottimale, temevo davvero di non riuscire ad arrivare fino alla fine. Invece mi sono detta: Non mollare che ce la fai !

A chi dedichi il raggiungimento di questo grande traguardo?

In primis al mio allenatore Leonardo Beggio, alla mia famiglia e a tutte le persone care  che mi sono state vicine durante tutto il mio lungo percorso di preparazione. Per me, il campionato del mondo Ironman alle Hawaii rappresentava davvero un grande sogno e sono riuscita a realizzarlo e conquistarlo. 

I prossimi obiettivi a medio e lungo termine ?

Sicuramente un altro mezzo Ironman e qualificarmi per i mondiali che si svolgeranno a Lathi in Finlandia.

Le Hawaii sono davvero un paradiso terrestre ?

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato una vacanza in una delle meravigliose isole delle Hawaii. Spiagge e mare da sogno, dove riesci a staccare la spina e ricaricare le batterie riempiendoti gli occhi di meraviglie naturali. Io mi trovavo in una casa in affitto a Kona, un luogo davvero magico, dove si passa dal colore nero della lava, al verde smeraldo della vegetazione. I continui contrasti di colori ti rigenerano, ti svuotano la mente e ti regalano tramonti spettacolari. Si tratta davvero di un paradiso terrestre ! 

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