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Vikings Rambla, a tirare la fune si comincia alle elementari

20 Luglio 2022 - 12:22

 

 

Roberto Turetta
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Roberto Turetta

The Vikings Rambla apre alle nuove generazioni. Da qualche settimana l’unica società di tiro alla fune della provincia padovana è anche una delle poche in Italia a far partecipare bambini e ragazzi.

«Hanno mostrato entusiasmo e voglia di competere –spiega l’allenatore del gruppo Filippo Bizzotto-. Vogliamo creare un settore giovanile che si mantenga nel tempo. Non è facile, perché la federazione di riferimento non permette di partecipare alle competizioni ai minori di 14 anni. Ma li possiamo impiegare nelle amichevoli, mentre agli allenamenti sono sempre benvenuti».

I piccoli “Vichinghi”, al momento una tredicenne e tre bambini delle elementari, fanno parte di una compagine di venti tesserati tra maschi e femmine.

Tra l’altro non costituiscono l’unica novità della stagione 2022: l’altra è la disputa del campionato “speciale” a sei giocatori per squadra.

«Proprio per ovviare alla carenza di organico di alcune realtà hanno pensato di ridurre il numero da otto a sei atleti –continua Bizzotto-. Noi gareggiamo nella categoria 510 chilogrammi, dove peraltro ci siamo piazzati al secondo posto del relativo girone».

Per il resto, in questo campionato le regole sono rimaste le stesse di quello ufficiale. In ogni giornata, a cadenza bisettimanale, ci si confronta con tutte le squadre del girone. Il singolo match consta di due round che possono concludersi con la vittoria di una squadra e i conseguenti tre punti, oppure con un pareggio e un punto per parte; tranne, ovviamente, nelle semifinali e finali secche, in cui i round salgono a tre. Il tutto distribuito in un calendario che parte ad aprile e termina a settembre, in modo da sfruttare la bella stagione: questa disciplina, da che mondo è mondo, si pratica all’aperto.

«Ad agosto è prevista una pausa, ma poi riprenderemo alla grande - conclude Bizzotto - Non mancano peraltro difficoltà dovute alle distanza, poiché tutte le altre società sono di Treviso e del Friuli. A maggior ragione quando cercheremo di dispiegare i giovani e giovanissimi, ancora troppo pochi. Ma la passione resta e questo fa già tanto».

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