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Padova Marathon, le storie oltre lo sport

23 Aprile 2022 - 17:00

 

Monia Pasqualetto
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Monia Pasqualetto

E’ iniziato il countdown per la Padova Marathon in scena, domani, domenica 24 aprile, nella città del Santo. Un evento di rilievo sul piano nazionale, organizzato da Assindustria Sport, che in queste ore vede crescere non solo l’attesa per l’arrivo dei big, tra gli altri l’azzurra Anna Incerti nella 42 km femminile, ma anche l’attenzione per tante piccole, grandi storie che animano la partecipazione di podisti non blasonati ma che molto hanno da raccontare.

Suor Albina e i volontari delle cucine popolari

A scendere in pista domani mattina ci saranno anche Suor Albina, 37 volontari e qualche ospite delle cucine popolari di via Niccolò Tommaseo. Un gruppo di podisti amatoriali che si cimenterà in un percorso di 5-10 chilometri, ad eccezione di un iscritto che tenterà l’impresa nella 42 km, con l’intento di correre insieme e fare squadra.

“L’obiettivo è quello di fare qualcosa insieme come gruppo di volontari – ha dichiarato Suor Albina – A me piace molto camminare. Non ho fatto lunghi percorsi, se non una volta La Verna-Roma, ma mi muovo sempre a piedi. Camminare modifica il modo di pensare perché i ritmi sono più lenti e permette di vedere particolarità che in macchina non si riesce a notare. Andare a piedi insegna inoltre che tutte le mete vanno raggiunte con calma”.

Il gruppo correrà insieme, indossando la maglietta delle cucine popolari per testimoniare la presenza sul territorio di questa importante realtà sociale. Una realtà che garantisce pasti caldi, a pranzo e a cena, a circa 240 persone al giorno, provenienti da 80 Paesi diversi, che coinvolge, nei vari servizi, un centinaio di volontari e che conta una quindicina di dipendenti.

Poco a che fare con la maratona e lo sport? Non proprio. “Le cucine popolari sono una palestra – ha precisato Suor Albina – Qui si impara a non aver paura dell’altro e a mettersi in relazione con mondi e culture diverse. Tutti noi ci portiamo dentro il desiderio di essere conosciuti, riconosciuti e rispettati. Ci sono molti ragazzi che vengono a fare volontariato. Un’esperienza che permette loro di relazionarsi non con l’immigrato ma con una persona che ha un nome. Ci si allena a valori che poi possono essere spesi nel corso della vita”.

Non importa quanto tempo impiegherà il gruppo a tagliare il traguardo domani. La vittoria è già scritta in 140 anni di presenza viva sul territorio al servizio e al fianco di una comunità che non ha confini, categorie, schemi di appartenenza.

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Serena Banzato e la sua rinascita

E’ stata una maratoneta fino al 2018, quando ha contratto una grave infezione al tallone sinistro a seguito della quale ha dovuto sottoporsi a 13 interventi alla gamba, rischiando l’amputazione e la vita.

“Oggi sono di nuovo in pista – racconta la grintosa sportiva di Terrassa Padovana – Sono una paratleta Fispes e per me correre la Padova Marathon è una rivincita su tutta la mia storia. I limiti sono solo mentali”.

Don Vincenzo Puccio, don Danilo e don Francesco

Non potevano mancare nella città del Santo tre religiosi d’eccellenza. Don Vincenzo Puccio, il “prete volante”, messinese, sacerdote della parrocchia di Santa Venera, in forza all’Athletica Vaticana. Un nome di peso nello sport se si considera che nel 2020 è stato ammesso fra i 140 atleti d’élite che hanno partecipato ai campionati italiani di maratona di Reggio Emilia. Domani uniranno la vocazione alla passione per la corsa anche don Francesco Gallo, delle parrocchie di Motta e Prà d’Este e don Danilo Miotto della parrocchia di Rubano, nomi già noti nelle precedenti edizioni della Padova Marathon.

Silvia Furlani, una sfida contro la sclerosi multipla

Friulana, 62 anni, da circa 30 anni Silvia Furlani è affetta da sclerosi multipla. Contro un destino che la vuole costringere all’immobilità, la Furlani ha messo in campo la corsa e tanto allenamento. Più volte in gara anche a Padova, in forza alla società Keep Moving, domani partirà da Abano Terme per la mezza maratona.

Due ospiti d’eccezione

Meritano la medaglia a priori il padovano Gianni Ballin, prossimo a festeggiare gli ottant’anni e l’astigiano Pietro Borio, alla soglia dei 77 anni. In pista domani, sono la prova che correre fa bene e mantiene giovani.

La maratona delle aziende

Tra i podisti in gara domani ci saranno  anche diversi dipendenti di note aziende, come Pro Action, Carel e Alì che schiera Ruggero Pertile, un tempo dipendente della nota catena di supermercati, oggi Direttore tecnico di Assindustria sport, maratoneta di spicco, campione italiano e con all’attivo tre presenze ai giochi olimpici.  

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