Skip to main content

La Squadra Rosa Run For Iov di Ryla Onlus alla Maratona di Parigi

06 Aprile 2022 - 18:14

 

Giancarlo Noviello
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giancarlo Noviello

E' stata un’invasione. Pacifica quanto può essere una maratona che vede Parigi diventare la capitale europea delle 42.195 metri. Un record al quale hanno fortemente contribuito gli atleti veneti e padovani in particolare. Domenica scorsa, tra quelle montagne di gambe e palloncini colorati, c’erano anche le maratonete della squadra “Rosa Run For Iov di Ryla Onlus”, un gruppo composto da donne dai 30 ai 67 anni con alle spalle una storia di tumore al seno. Insieme a loro medici e personale sanitario dell’Istituto Oncologico Veneto. Una squadra nella lotta contro la malattia e una squadra nella vita con le scarpe da corsa ai piedi.

Tutto è iniziato grazie al progetto Runforiov, dopo aver affrontato la “maratona” della malattia, con i suoi momenti duri, le grandi fatiche, ma anche la determinazione e la volontà di farcela, di arrivare al traguardo più importante. Queste donne “normali” - nessuna era una atleta - sono arrivate a correre alcune tra le più emozionanti e importanti maratone al mondo partendo quasi tutte da zero.  Nel 2016 la New York City Marathon, nel 2017 la maratona di Valencia, nell’aprile del 2018 la Virgin London Marathon e ora la Maratona di Parigi.

Le ragazze dello Iov, allenate da Chiara Arrigoni, moglie dell’indimenticabile maratoneta padovano Ruggero Pertile, capitanate da Sandra Callegarin, anima di questa squadra e sostenute dal noto podista padovano Massimo Pagliani, sono partite dagli Champs Elysees. La maratona è proseguita per Place de la Concorde, Rue de Rivoli, Bois de Vincennes, all’estremo est del tracciato, per arrivare poi a Bois de Buoulogne (35 km) e terminare all’Arc de Triomphe. Una bella impresa sportiva inserita in un ambiente suggestivo e ricco di emozioni: lo storico panorama, l’incitamento della gente, gli sguardi allegri, affaticati, solidali, spenti e le sensazioni di paura, felicità, rilassamento, benessere.

179 1200x533 interna

Sono sempre i sogni a dare forma al mondo, dice una canzone. E qui di sogno ce n’è solo uno che raccoglie vite e le lega insieme. Le atlete dello Iov vogliono dedicare questa maratona a se stesse perché hanno dimostrato per l’ennesima volta che possono farcela, che sono toste e che non si abbattono facilmente, neanche di fronte a cose così importanti. Ogni attimo della vita cambia gli equilibri, ogni momento è speciale.

Le maratonete ritorneranno in gara il 24 aprile prossimo con la mezza maratona di Padova. 

Dottoresse di corsa a fianco delle loro pazienti

A Parigi anche quattro dottoresse dello IOV (Istituto Oncologico Veneto)  di Padova,  Stefania Zovato, Antonella Brunello, Grazia Vernaci e Alice Menichetti, la prima endocrinologa e le altre tre oncologhe, che hanno corso la maratona a fianco delle loro pazienti, in una condivisione di fatica, sudore, tenacia, resistenza, tagliando tutte assieme la finish line, sotto l’Arco di Trionfo.

 179a 1200x533a

La dottoressa Stefania Zovato, endocrinologa padovana, responsabile dell’Unità operativa semplice dipartimentale "Tumori Ereditari ed Endocrinologia oncologica", è la veterana delle quattro. “Ho cominciato nel 2016 con la maratona New York – spiega emozionata la dottoressa Zovato -  mi sono iscritta per scherzo perché non avevo mai corso in vita mia, ma mi piaceva molto l’idea del Ryla: ho provato e non ho più mollato. Poi ho partecipato nel 2018 alla maratona di Londra, ora la terza Parigi, la corsa post-Covid della ripresa, dal grande significato simbolico. La cosa bella  è che abbiamo un’allenatrice di Assindustria che si è presa a cuore il progetto, ha creduto in noi e ci dà dei programmi di allenamento da seguire. Al trentesimo chilometro è stato un momento difficile, ma lo abbiamo superato insieme: abbiamo tenuto, di testa, di gambe e di cuore, e siamo andate avanti. Tutte siamo arrivate alla fine, e siamo arrivate sempre tutte insieme. E’ stata un’emozione grandissima, il pubblico ci incitava: un’esperienza meravigliosa”.

La dottoressa Antonella Brunello, dirigente medico della Oncologia 1, bassanese di nascita, padovana d’adozione, è alla sua seconda maratona, dopo aver compiuto analoga impresa a Londra. “La finalità della onlus è duplice: sensibilizzare la popolazione sulla possibilità, dopo la diagnosi di cancro, di tornare a vivere e fare imprese che sembrano oltre le possibilità, e testimoniare l’alleanza terapeutica che si riflette in altre sfide, oltre il percorso oncologico”. Allenamento due volte alla settimana, ed una particolarità: “Ero una persona pigra di natura, “da divano”: ho iniziato a correre a 38 anni con questo progetto e ora testimonio ai miei pazienti che se si vuole si può! E tagliare il traguardo è sempre fantastico!”

Le dottoresse Grazia Vernaci, natali siciliani, e Alice Menichetti, originaria della Toscana, lavorano entrambe nella Breast Unit Oncologia 2 ed entrambe mostrano orgogliose la loro prima medaglia. “E’ stata dura ma il gruppo ha aiutato molto - dicono - infondendoci la forza per giungere al traguardo. Da sole la maratona probabilmente non l’avremmo mai fatta, ma tutte insieme ci siamo fatte coraggio. Da rifare senz’altro”.

“La maratona di Parigi lascia un grande insegnamento perché è stata uno straordinario esempio di alleanza medico-paziente, che travalica le mura ospedaliere, trovando espressione nelle strade del mondo: quel procedere lesto mettendosi alla prova, contando ognuna sulle proprie forze, ma traendo contemporaneamente energia e vigore dal gruppo – commenta il Direttore Generale dello IOV – IRCCS Patrizia Benini - Mi complimento con le maratonete del Ryla e con le nostre quattro dottoresse, che si sono dimostrate una vera forza della natura, tirando fuori una potenza che probabilmente neanche loro credevano di avere. Ma le grandi imprese sono così, nella malattia come nella vita: stimolano a dare il massimo, raggiungendo traguardi prima impensabili. Questa energia la vogliamo condividere con tutti coloro che stanno affrontando un periodo difficile: perchè il ritorno ad una vita non solo normale ma "straordinaria" dopo il cancro è possibile”.

179aGruppo Parigi

Run Your Life Again (Ryla) onlus

Run Your Life Again (Ryla) onlus è nata nel 2015 su iniziativa di Sandra Callegarin, una paziente dell'Istituto Oncologico Veneto che, durante il suo percorso di cura, ha trovato nella corsa uno sprone, una fonte di energia per combattere il tumore. Concluse le terapie ha così deciso di condividere la sua esperienza di malattia e di corsa e di tradurla in un progetto da realizzare insieme allo IOV che l’ha curata. Ha costituito con il marito la onlus Run Your Life Again e con il patrocinio, collaborazione e coordinamento dello IOV, ha radunato una squadra di donne operate di tumore al seno ed una rappresentanza del personale medico dello IOV. La prima sfida vinta, la maratona di New York 2016.

 

 

 

 

© chesport.infoTutti i diritti riservati

Le più lette

Dal 1 febbraio affronta il vulcano attivo più alto del mondo, un’impresa alpinistica contro i pregiudizi sulla disabilità

Attaccante veneziano, 121 gol in carriera e con un record italiano durato 19 anni: segna dopo 8 secondi dal fischio di inizio

bambini impegnati in attività sportive

La Guida del Pediatri per aiutare i genitori ad avviare correttamente i bambini all’attività sportiva.

Una grande squadra che sposa sport e valori, unita contro la violenza sulle donne

Il racconto della vita calcistica: dal Cittadella-Padova all'Inter e al Milan, poi l'incidente che gli costò la carriera

Sono Ahmed Raourahi, veterano e punto di forza sul parquet e in panchina il nuovo Ct Fabio Castellucci (dal 31 luglio)