
Chessboxing, quello strano sport nel quale si vince per ko o per scacco matto
Monia Pasqualetto
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Mens sana in corpore sano. Mente sana in corpo sano. L’aveva teorizzato due mila anni fa il poeta Giovenale nelle sue Satire ed è oggi il principio alla base di qualsiasi disciplina sportiva. Un connubio imprescindibile che vede il benessere come il risultato di un corretto sviluppo dell’equilibrio psico-fisico e che ben sintetizza lo spirito del Chessboxing, uno sport tanto particolare quanto affascinante che richiede agli sfidanti di mettere in campo abilità mentali e prestanza fisica.
Ideato dall’artista ed imprenditore olandese Iepe Rubingh, partendo dal libro Freddo Equatore del fumettista Enki Bilal, il Chessboxing, Scacchipugilato in italiano, è una disciplina che coniuga boxe e scacchi. I combattimenti, che si svolgono su un ring, prevedono 11 riprese alternando un round di scacchi di quattro minuti ad uno di pugilato di tre minuti. Tra un incontro e l’altro i contendenti hanno un minuto di tempo per cambiarsi ed indossare i guantoni. Il risultato della sfida andrà a favore di chi metterà in campo il giusto mix di forza ed intelligenza. L’incontro può infatti terminare per knockout, per scacco matto o per decisione del giudice.
Più conosciuto nel Regno Unito, nei Paesi dell’Est Europa, in Turchia e in India, il Chessboxing è uno sport ancora di nicchia e relativamente giovane che ha visto organizzare i primi combattimenti nel 2003 e che oggi dispone di un suo circuito agonistico con campionati mondiali ed europei.
Dal 2012 è stato ufficializzato anche in Italia con la costituzione della federazione Scacchipugilato, affiliata all’Asi (associazioni sportive italiane), iscritta nel registro del Coni e membra del WCBO (world chess boxing organisation).
I corsi, non ancora ampiamente disponibili su tutto il territorio, sono aperti anche ai ragazzi. Un percorso sportivo sicuramente originale che favorisce, soprattutto in età evolutiva, una crescita sana e una buona capacità di concentrazione. Fattore quest’ultimo che nel 2016 ha indotto il liceo scientifico “Galilei” di Voghera ad inserire questo sport come materia opzionale per gli studenti del terzo anno.
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