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Kali, l’arte marziale delle Filippine rivive grazie a un insegnante appassionato

20 Gennaio 2022 - 11:23
Roberto Turetta
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Roberto Turetta

Un sistema di combattimento molto eclettico ed elastico, che offre una serie di esercizi fisici rappresentando una valida forma di difesa personale.

Tutto questo è il Kali, arte marziale delle Filippine (chiamata anche Arnis o Esgrima a seconda delle zone dell’Arcipelago), che una società sportiva padovana, la Kali System, propone, unica in tutto il territorio provinciale.

E’ nata per volontà di un insegnante convinto di origini argentine, Roberto Carlos Segovia, che l’ha avviata nel 2016 a Padova per poi trasferirsi a gennaio 2022 a Cagnola di Cartura.

"Da sempre ero appassionato di arti marziali. Nel mio paese natale, in Argentina, avevo praticato a lungo il kung fu –spiega- Una volta giunto in Italia per un corso, dopo essermi costruito una vita con un nuovo lavoro e una famiglia, ho continuato a interessarmi al marzialismo e agli sport da combattimento. Nel corso di un seminario sull’autodifesa, mi sono imbattuto quasi per caso in questo sistema di lotta chiamato Kali. Mi ha affascinato fin da subito, per la sua storia e versatilità. Pertanto ho deciso di approfondire". All’inizio le occasioni di apprendimento erano molto scarse. «Non c’erano scuole nel Veneto. Così ho dovuto spingermi fino a Milano da un insegnante molto qualificato, dove ho trascorso parecchi fine settimana per imparare, passando a volte intere notti sul tatami". 

I lunghi sacrifici alla fine vengono ripagati. E così nel 2016 Segovia può aprire una società dedicata nel capoluogo patavino. Si tratta di un’attività secondaria al suo impiego da operaio, ma Roberto Carlos la porta avanti con passione e professionalità. "Sono riuscito presto ad aggregare un discreto numero di allievi. Insegno loro a usare pugni, calci, gomitate e ginocchiate. Ma anche bastoni e armi improvvisate, sempre utili in caso di aggressione. Il Kali, del resto, ha grandissime potenzialità di combattimento". Non per caso questa disciplina è il frutto di una sintesi tra metodologie di scontro diverse: quelle tribali delle Filippine, analoghe tecniche della vicina Malesia, come pure della scherma storica italiana e spagnola (l’arcipelago fu annesso all’impero spagnolo di Filippo II nel 1565, da cui il nome). Aggiunge Segovia: "L’importante è 'cambiare la testa' dell’allievo/a, fargli superare la paura del conflitto e insegnargli a gestire l’istinto. Per questo lo sparring, il combattimento simulato, è fondamentale nel corso di un allenamento". Prima del Covid la scuola organizzava seminari a base di sparring con praticanti di altre discipline come il pugilato e la kickboxing, proprio per stimolare la versatilità degli atleti. "Purtroppo anche noi abbiamo risentito della pandemia, avevamo una trentina di iscritti e adesso sono meno della metà - conclude - Ho aperto i corsi per bambini e abbiamo già diversi iscritti".

Al momento non esistono specifici tornei di Kalì, in considerazione dell’esiguità del numero delle scuole. Ma non è escluso che possano partire nel futuro, in particolare se inizieranno a praticarla con sempre maggiore frequenza i più piccoli.

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