
Entusiasmo e passione per l’off road: Federico e Roberto pronti per la Dakar
Monia Pasqualetto
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“Riuscire a fare la prima Dakar a 32 anni non è un successo da poco e spero che sia la prima di una lunga serie”. Così Federico Didonè, residente a Cittadella, commenta a caldo la sua partecipazione alla "Dakar", storica gara automobilistica nel deserto, ex Parigi Dakar. Un’esperienza che lo vedrà a fianco di Roberto Camporese, 61 anni di Campodarsego, che si metterà alla prova come pilota tra le insidiose dune con la sua Peugeot 504 pick up. Un’auto che Roberto aveva già guidato nella scorsa edizione della Dakar e che, con due sole ruote motrici, renderà la competizione una vera e propria avventura.
“La vettura con la quale andiamo è improbabile – ammette Federico – Ha pochissimi cavalli, pesa molto e ha solo due ruote motrici. Sarà Roberto a fare la differenza. Se riusciremo ad arrivare ogni sera alla fine della tappa sarà proprio grazie ai suoi 40 anni di esperienza off road”.
Il conto alla rovescia per la partenza è già iniziato. Il 27 dicembre Federico e Roberto, entrambi grandi appassionati di automobilismo da sempre, partiranno alla volta di Milano per espletare le procedure previste dal protocollo anti covid. Il 28 il volo che li porterà dritti nel deserto dove saranno impegnati in una lunga e difficoltosa gara che prevede percorsi di un migliaio di chilometri al giorno fino al 14 gennaio.
L’entusiasmo è a mille non solo per Federico, che è alla sua prima volta nella prestigiosa competizione, ma anche per Roberto.
“Lo spirito di partecipazione è lo stesso dello scorso anno – dichiara il pilota di Campodarsego – Siamo due squilibrati che si mettono in discussione e vanno a fare una cosa oggettivamente molto complicata. La macchina è di nuovo la mia Peugeot 504 pick up alla quale abbiamo messo il motore a benzina perché in Arabia Saudita non ci sono molti distributori di gasolio. Rimane comunque un mezzo inadeguato per fare una gara come questa ma è lo spirito che mi guida così come il fatto di avere a bordo tutto quello che ci serve per fare 12 giorni di gara senza alcuna assistenza, in totale autosufficienza”.
Su questa linea anche Federico che assume il ruolo di navigatore. “Dovrò imparare il più in fretta possibile a navigare e in particolare a capire i meccanismi della navigazione a media di velocità” – precisa il 32enne di Cittadella – Non sono spaventato. Roberto è stato per me un mentore ed è tutt’oggi una colonna portante nella mia organizzazione”.
Alla prima esperienza nella Dakar, Didoné non è tuttavia nuovo alle avventure nel deserto. Ha corso come pilota in Marocco e, quella che all’inizio era una semplice passione, è poi diventata la sua professione. Da diversi anni organizza infatti viaggi e gare in Tunisia. Eventi con un elevato standard di qualità ed esclusività sempre più richiesti da piloti e appassionati di fuori strada. Molto conosciuta nell’ambiente la Sahara Racing Cup, competizione che l’agenzia di Didonè segue e programma fin nei minimi dettagli e che raggruppa una sessantina di equipaggi ad ogni edizione. Un numero non eccessivamente alto per riuscire a mantenere elevato il servizio offerto.
Una filosofia quest'ultima che guida anche gli altri viaggi promossi nel corso dell’anno, sempre nel deserto, ai quali partecipano piloti che si testano in percorsi e tracciati puntualmente studiati sotto ogni aspetto.
Ora la partenza per una nuova emozionante sfida. “Il nostro obiettivo è finire più tappe possibili e magari arrivare in fondo sapendo di avere dato il massimo – conclude Roberto – Se questo sarà stato sufficiente per terminarla, saremo felici. Altrimenti festeggeremo lo stesso perché, anche se fosse solo per una tappa, la Dakar vale la pena”.
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