Patavium: un riferimento nell'Alta Padovana per la ginnastica artistica, ritmica e il parkour

29 Settembre 2021 - 17:49

 

Roberto Turetta
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Roberto Turetta

Con 300 iscritti, provenienti da tutta l’Alta Padovana, la Ginnastica Patavium si conferma come la quarta società a livello regionale nel settore della ginnastica artistica e ritmica. Un esempio di successo sportivo, frutto di spirito imprenditoriale e di professionalità, che ha portato la società a crescere lentamente ma ininterrottamente nel tempo.

Fondata nel 2007 a Curtarolo da un gruppo di genitori, dal 2014 la Patavium ha il suo quartier generale a San Giorgio in Bosco e altre sedi nelle vicinanze.

Alla guida del gruppo, la presidente Laura Rovea, supportata da uno staff tecnico-dirigenziale con un'età media sui 30 anni, ben qualificato e referenziato: Gessica Barin per la ginnastica ritmica, Elena Tonello e Fabio Busolo per l'artistica e Massimiliano Salviato per il parkour. Più tanti altri istruttori e istruttrici che curano soprattutto l'apprendimento delle basi di ciascuna specialità.

"Eravamo partiti con pochi attrezzi e con ancora meno gente che ci conosceva. Ora siamo la quarta società di ginnastica del Veneto e nel tempo abbiamo aggregato tantissimi iscritti di età diverse, agonisti e non - spiega Gessica Barin, da sempre in prima linea in questo percorso - Questo si è tradotto nell’apertura di sedi specifiche per le varie discipline e nell’aumento dell’attrezzatura a disposizione. Senza dimenticare i risultati di tanti singoli, davvero una soddisfazione. Carlotta Roverato e Gaia Piantella sono arrivate alla serie A della ritmica, tanti altri gareggiano a livello nazionale".

Quale il motivo di questo successo?

"Credo sia dovuto prima di tutto alla voglia di migliorarci come istruttori –aggiunge la Barin- Ma anche alla costante ricerca degli spazi più idonei e al lavoro senza sosta nell’obiettivo di rendere le nostre discipline accessibili a tutti. Ci sono del resto principi da trasmettere a chi si affaccia a ciò che insegniamo: il rispetto, la pazienza, la predisposizione a far fatica. E c'è comunque ancora tanto da fare".

Anche perché la pandemia ha lasciato i suoi strascichi. "Durante il primo lockdown potevamo fare lezione solo via zoom. Nei mesi successivi ci è stato concesso di far allenare almeno gli agonisti, circa una quarantina tra ritmica e artistica. Questo ha comunque ridotto il numero di iscrizioni. Non sempre siamo stati aiutati dalle istituzioni di riferimento, i Comuni dove abbiamo sede".

In compenso ci sono altre istituzioni come la Regione Veneto che l'hanno definita una società emergente e la guardano con interesse. E poi vanno tenuti in considerazione numeri importanti sui praticanti attuali, 300 appunto, di cui un centinaio per la ritmica, 150 per l'artistica e il resto parkour. "Vengono da tutta l'Alta Padovana dove sempre più famiglie ci apprezzano - precisa la presidente Rovea - Abbiamo anche 40enni e 50enni che iniziano da zero dopo essersi appassionati alla disciplina".

 

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