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Leonardo Donola chiude una stagione da incorniciare. Ora la sfida sarà negli U19

28 Settembre 2026 - 16:14
Giuliana Valerio
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Giuliana Valerio

La stagione agonistica di Leonardo Donola si chiude con risultati che confermano la crescita di uno dei giovani talenti dell’arrampicata sportiva italiana.

A 15 anni l’atleta di Massanzago, che dal 2024 veste la maglia della Nazionale, ha affrontato nel 2026 un calendario internazionale sempre più impegnativo, confrontandosi con alcuni dei migliori giovani climber europei e del mondo, facendo grandi risultati. Già a luglio Chesport aveva raccontato il titolo europeo conquistato nel Boulder U17 e la sua crescita nel circuito internazionale. 

Una stagione brillante che si chiude con l’Europeo Giovanile in Germania
Si è chiusa ad Ausburg (Germania), con il Campionato europeo giovanile, la stagione agonistica 2026 di Leonardo Donola. Nell’ultima e più importante gara dell’anno, l’atleta di Massanzago ha superato brillantemente le qualificazioni della Lead, chiudendo al sesto posto e conquistando l’accesso alla semifinale. Qui ha sfiorato la finale a otto, fermandosi al decimo posto.

Un risultato che completa un’annata nella quale Donola si è confermato anche ai vertici europei. Nel ranking assoluto della Coppa Europa Giovanile Lead ha chiuso al quinto posto, grazie anche alla vittoria conquistata in Austria. 

Nel Boulder è arrivato l’argento nella tappa di Coppa Europa in Portogallo, un quarto posto in Austria e l’oro in Ungheria.

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Non è arrivato il podio mondiale, ma il bilancio resta quello di una stagione da incorniciare, soprattutto considerando l’età dell’atleta e il livello internazionale delle competizioni.

“Sono molto soddisfatto – racconta Leonardo –. Questa stagione mi ha fatto crescere molto, sia tecnicamente nell’arrampicata sia mentalmente nella gestione del tempo tra allenamenti, studio e preparazione nei giorni prima delle gare”.

Una crescita che non riguarda dunque soltanto la tecnica. Donola sta lavorando anche sulla componente mentale della prestazione, con l’obiettivo di affrontare le gare con maggiore sicurezza e tranquillità. “Punto a migliorare la sicurezza e la tranquillità e continuo il mio lavoro con il mental coach”.

Conciliare Sport e scuola: anche qui una vittoria

L’organizzazione quotidiana richiede impegno. Lo sa bene Leonardo, che quest’anno frequenta la terza superiore e deve incastrare lo studio con le sedute di allenamento.

"Il mio piano di allenamento prevede quattro-cinque giorni a settimana, sia in parete che in palestra con sedute di potenziamento e mobilità – continua – L’attività mi piace e mi diverte, lavoro senza stress e penso che il cumulo di lavoro sia sufficiente. Certo, gli incastri tra scuola e attività sportiva sono complessi, ma sono sempre riuscito a gestire tutto e sono fiducioso di continuare a farcela”.

Ora arriverà una pausa dalle competizioni, anche se non dall’attività sportiva: se fino alla fine di dicembre non sono previste gare, ci saranno invece i raduni con la Nazionale. Una pausa che Leonardo affronterà pensando alle prossime gare: "Mi mancheranno, perché mi piace molto competere e viaggiare con la squadra, sia in Italia sia fuori".

Nel 2027 la nuova sfida: il passaggio nella categoria U19
Leonardo, che non ha ancora compiuto 16 anni, si troverà nel prossimo anno a confrontarsi con avversari più grandi in età. “In questo sport l’età non incide molto sui risultati, ma sono consapevole che il prossimo anno agonistico sarà comunque molto impegnativo. L’obiettivo per la prossima stagione è continuare mantenendo il livello di quella trascorsa, impegnandomi e dando il massimo, una gara dopo l’altra”.

La Speed continuerà a non far parte del suo programma e Leonardo resterà invece concentrato su Boulder e Lead, le due specialità nelle quali ha costruito i risultati di questi anni. 

A chiudere la stagione ci sono anche i ringraziamenti a chi accompagna quotidianamente il suo percorso: gli allenatori Ilaria e Riccardo e tutto lo staff della sua palestra, Opera Verticale, il mental coach Omar, il fisioterapista Davide e la sua famiglia, sempre presente. "Devo molto a tutti loro perché mi seguono sempre tra una gara e l’altra, ma voglio ringraziare anche tutto lo staff della FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana), dal presidente, ai tecnici, ai fisioterapisti che lavorano sempre al nostro fianco nelle competizioni”.

 

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