
Palermo-Padova 2-1: match controllato per larghi tratti, ma senza ricavarne un punto
Roberto Guidetti
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Se alla fine del primo tempo il Padova fosse andato al riposo in vantaggio alla ex “Favorita” di Palermo, non ci sarebbe stato nulla da eccepire. Ma nel calcio, si sa, come nello sport più in generale quel che conta alla fine sono i numeri del tabellino. Che, al triplice fischio finale, ha segnato 2 per i rosanero e 1 per i biancoscudati al termine di una partita gradevole, dove i ragazzi di Calabro hanno giocato alla pari con i più quotati atleti di Inzaghi.
Nella prima frazione di gioco, davanti a quasi trentamila spettatori (e non era una partita di cartello…), gli ospiti hanno manovrato in maniera molto ordinata, con l’allenatore dei veneti che ha messo in campo dal primo minuto Giunti nella linea a 5 del centrocampo a sostegno della coppia d’attacco Seghetti-Moro, viste le condizioni non ancora ottimali dei titolari Caprari-Lasagna.
Dopo neppure dieci minuti, il vantaggio del difensore euganeo Pastina, prima annullato e quindi convalidato dal Var, con un Padova bravo - dopo il vantaggio - ad amministrare la gara e a contenere un Palermo ambiziosissimo davanti ad uno stadio ammutolito.
Ma le squadre di un certo livello, nelle giornate meno felici, come abili giocatori di poker, sanno sfoderare carte a sorpresa. E l’asso nella manica del Palermo contro il Padova si chiama Dominic Vavassori, classe 2005, prodotto del meraviglioso vivaio atalantino, schierato da Pippo Inzaghi al posto dell’esperto Strefezza, infortunato.
Le sue due reti (una per tempo) hanno rovesciato l’esito dell’incontro, dimostrando - specie nella seconda marcatura - il talento di questo giovane calciatore che, oltre alle segnature, aveva sfiorato la rete in almeno un altro paio di occasioni, costringendo al fallo da espulsione il neo-entrato Carissoni, primo biancoscudato a finire nell’elenco dei cartellini rossi in questa nuova stagione.
E pensare che, poco prima del 2 a 1 definitivo, a meno di 10 minuti dal 90esimo, ancora Pastina (davvero incredibile la vena offensiva del difensore, bravo anche a calciare le punizioni) aveva costretto l’ex Mattia Fortin (di proprietà del Lens, società di Joseph Marie Oughurlian, fino all’anno scorso patron del Padova) ad un intervento salva-partita.
Gara non da dimenticare (per il risultato, senz’altro sì), ma da tenere a mente per il prosieguo stagionale come classico esempio di match dominato e controllato per larghi tratti, ma senza ricavarne un punto.
Come con l’Ascoli era arrivato un successo non proprio meritatissimo, a Palermo un punto non avrebbe scandalizzato nessuno, tifosi rosanero in primis.
Divertente il commento nei social di un appassionato palermitano che, ricordando la prestazione non proprio entusiasmante della squadra di Pippo Inzaghi, ha evocato la “luce” di Santa Rosalia sul successo del Palermo, che proietta l’undici siciliano sulla vetta solitaria del campionato di B.
Ora la lunga sosta per gli impegni della nuova Nazionale di Roberto Mancini in Nations League, che servirà a mister Antonio Calabro per recuperare qualche acciaccato e mettere a punto schemi di gioco utili a scongiurare sconfitte come quella del “Renzo Barbera”, anche se - a dire il vero - di Dominic Vavassori non è che ce ne siano in tutte le squadre cadette.
Si torna in campo domenica 11 ottobre, all’Euganeo, contro la Carrarese, che – fino alla scorsa stagione – ha visto in panchina l’attuale tecnico del Padova, Antonio Calabro. Fischio d’inizio, alle 17.15.
Immagini: Calcio Padova TV
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