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Padova Calcio-Cremonese 1-3: serata no

08 Settembre 2026 - 14:32
Roberto Guidetti
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Roberto Guidetti

Il campionato di serie B è una questione molto seria e complessa: dopo due gare in cui hai messo in difficoltà squadre destinate a recitare un ruolo da protagoniste nella lotta promozione (come hanno dimostrato i roboanti successi della giornata a firma di Pisa ed Hellas Verona), ecco che una partenza sbagliata di gara rischia di mandare in frantumi speranze e certezze.

I primi 300 secondi dello stadio “Zini” di Cremona sono da autentico film horror per il Padova, che parte davvero “molle”, concedendo a Bonazzoli (eterno incompiuto del calcio italiano) la rete facile facile del vantaggio, quando la lancetta non ha neppure compiuto il giro completo dei sessanta secondi, per poi ripetersi, di lì a pochissimo, in occasione del raddoppio di Licina, gioiellino di proprietà della Juventus, originario del Montenegro, ma di passaporto tedesco, cresciuto nelle giovanili del Bayern di Monaco.

Al cospetto di una Cremonese che, clamorosamente, ha esonerato last minute il tecnico Marco Giampaolo nonostante il successo in coppa Italia a Parma, ma dopo le due sconfitte di inizio stagione, ingaggiando quel Fabio Pecchia, che l’aveva riportata in A al termine della stagione 2021-22, i biancoscudati si sono come risvegliati da un incubo dopo pochi minuti che erano sul terreno di gioco, constatando la terribile realtà di un uno-due, capace di sbriciolare tutti i buoni propositi dopo un esordio da incorniciare a Pisa ed un ottimo primo tempo contro il Verona.

La squadra di Antonio Calabro, orfana di Zanimacchia, infortunato a lungo termine e di Bortolussi, neo-papà, ma anche senza poter ancora schierare l’uomo che dovrebbe costituire una specie di “chiave di volta” in attacco, l’ultimo arrivato Gabriele Artistico, non ha issato precocemente bandiera bianca, cercando anzi di continuare a sviluppare le consuete trame di gioco grazie ad un centrocampo molto fluido, dove Carissoni e Pompetti hanno dimostrato di poter costituire due punti fermi assoluti per la formazione euganea e dai cui piedi è partita l’azione, ispirata da un suggerimento di Moro, che ha portato il centrocampista-scuola Inter a realizzare, nel finale di tempo, la rete, che sembrava poter riaprire la gara per gli ospiti.

Invece, nella ripresa, un ispirato Bonazzoli firmava all’11esimo una doppietta personale, fissando il risultato sul 3 a 1 con un andamento che ha ricordato la successione delle reti dell’esordio del Padova ad Empoli nella scorsa stagione da neo promossa dopo sei anni di “purgatorio” di C.

A questo punto, Calabro fa entrare Capelli, Varas e Di Mariano, bravi ad entrare subito in gara, al punto che i veneti “rischiano” nuovamente di riaprire il confronto con Lovato (da rivedere la sua prestazione) che, in proiezione offensiva, grazie ad un assist del solito Pompetti, prova i riflessi dell’esperto Agazzi, abile ad evitare la seconda rete biancoscudata.

Come, dall’altra parte, è reattivo Sorrentino ad impedire al subentrato Thorsby di fare poker.

Match dunque molto difficile per il Padova, che non torna dal “Giovanni Zini” cremonese con le ossa rotte, ma con la consapevolezza che il campionato cadetto non dura soltanto due gare, ma che ogni partita nasconde insidie infinite, soprattutto se concentrazione ed intensità non diventano immediatamente “operative”.

Quattro punti in tre gare sono un discreto bottino, ma la strada è ancora lunga e le avversarie nella lotta-promozione tante e ben attrezzate.

Il “calcio d’Estate” ora è alle spalle, con le fatiche della preparazione quasi smaltite, mentre è giunto il momento di calarsi totalmente nel “clima” del campionato cadetto. Che sabato prossimo 12 settembre vedrà i ragazzi di Calabro tornare davanti al loro pubblico alle 15 contro l’Ascoli, neo-promossa capace di violare all’esordio nientemeno che il Bentegodi di Verona e di raccogliere altri quttro punti contro Carrarese e Benevento. Dunque, avversaria già in palla, che non vorrà interrompere il proprio brillante avvio stagionale, contro un Padova alle prese soprattutto con questioni di atteggiamento mentale, comunque comprensibili alla luce del fatto che la squadra è stata ampiamente rinnovata. Serviranno ancora alcune gare per mettere a punto dinamiche di gruppo indispensabili nell’ affrontare un torneo lungo e stressante come la serie B.

Per nulla incisivo l’attacco, con Caprari fuori partita, un Moro ancora convalescente ed un Lasagna, che fatica a trovare la forma giusta nonostante i buoni segnali durante il pre-campionato. Ma sono indicazioni – comunque – relative, perché riferite soltanto a tre gare giocate, dove – come detto – alcuni atleti risultano in ritardo di condizione, ma dove altri giocatori (i citati Calissoni e Pompetti) stanno guidando la squadra lungo la via da intraprendere.

Schierato ancora una volta dal primo minuto il giovanissimo Cocchi, a cui Calabro sta dando grande fiducia, il centrocampista scuola-Inter ha mostrato buona volontà, ma si è dovuto adeguare alla serata poco felice della linea mediana padovana, messa in difficoltà dagli avversari, guidati da un ottimo Tommaso Berti, tra i giovani più interessanti dell’intero campionato.

Alla fine, nessun dramma, ma la consapevolezza che c’è ancora tantissimo da lavorare in un campionato ricco di insidie.

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