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Jacopo Forza, dallo sport praticato alla preparazione atletica degli sportivi

26 Agosto 2026 - 14:24
Massimo Zilio
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Massimo Zilio

Dopo otto anni saluta Padova, ma il cuore di Jacopo Forza, trentaduenne vicentino di Arzignano, preparatore atletico specializzato, è rimasto nella città del Santo:

«L’esperienza padovana è stata fondamentale per me – racconta – Mi ha fatto fare passi avanti importanti nella mia carriera e nella mia storia sportiva, oltre a darmi tantissime gioie. La cosa forse più importante però è aver conosciuto tantissime persone speciali che devo ringraziare».

Oggi Forza si occupa della preparazione degli atleti del Rugby Rovigo Delta, serie A Elite e giovanile inclusa, e inoltre collabora come consulente con il Delta Porto Viro, in A2 maschile. Un ruolo fondamentale, soprattutto nello sport moderno, in cui il preparatore atletico non solo si concentra sul miglioramento delle prestazioni, ma anche (e soprattutto) sulla prevenzione degli infortuni e sul recupero dopo un problema fisico.

Dallo sport praticato all'entrata nello staff tecnico 

Forza inizia la sua carriera sportiva negli sport di combattimento, ma un infortunio alla spalla gli impedisce di continuare ad alto livello nella lotta. Si dedica quindi a una specialità particolare, complessa e impegnativa, l’arrampicata su ghiaccio. In questo sport arriva alla nazionale e veste l’azzurro quando, appunto otto anni fa, arriva a Padova con l’incarico di preparatore atletico del Valsugana Rugby.

«Quando sono arrivato ho contattato David Berbiero del Centro Sportivo Plebiscito che mi ha dato la possibilità di allestire una parete in cui potevo allenarmi – racconta sempre Forza – Non è facile che il gestore di un impianto così importante dia spazio a uno sport di nicchia».

Mentre prosegue il suo lavoro con il Valsugana, seguendo assieme ad altri tecnici e preparatori le diverse squadre arrivano i primi successi. Forza contribuisce a vincere tre scudetti femminili e due titoli under 18 maschili, dando il suo contributo in sinergia con lo staff tecnico. Intanto si guarda attorno, per crescere professionalmente, lui che ha diversi titoli accademici sulla preparazione fisica e atletica, ma anche per soddisfare la sua inguaribile curiosità di sportivo a tutto tondo.

«Al Plebiscito ho conosciuto Joey Paccagnella (già nazionale di nuoto artistico e ora allenatrice, ndr) e ho avuto la possibilità di seguire, per un paio di stagione, la preparazione specifica dell’acrobatica in acqua. Per me è stata una bella esperienza, è bello vedere tante persone che fanno sport diversi ad alto livello come succede in quel contesto».

La sua “ricerca” lo ha portato anche a conoscere uno dei tecnici del momento, Marco Airale, il tecnico che guida campioni olimpici e mondiali come Amy Hunt. «Volevo conoscere qualcuno che allenasse uno sport individuale ad altissimo livello e lui era la persona ideale. Tramite conoscenze comuni l’ho contattato e ho potuto affiancarlo e poi collaborare con lui ed è stata una bellissima esperienza anche questa».

Il cuore batte con il ritmo del Valsugana Rugby

Nei suoi trascorsi padovani però l’esperienza più bella è stata quella con il Valsugana Rugby: «Con il Valsu ho imparato il valore del gruppo, la collaborazione, che come atleta di sport individuali non avevo sperimentato nello stesso modo – conclude Forza – A tutta la “famiglia del Valsu” va il mio più grande ringraziamento. Per me “Forza Valsu" è un grido di fiducia, è credere nei giovani, nelle loro idee, nella loro energia e nella loro voglia di costruire qualcosa di grande. Il Valsugana mi ha insegnato che, quando si dà fiducia ai giovani, spesso sono proprio loro a sorprenderti. Ho tantissimi bei ricordi, le vittorie, ma anche le delusioni che aiutano a crescere. Ci sono persone che devo ringraziare tantissimo e che mi hanno insegnato tanto. Mi vengono in mente Jacopo Pivetta, allenatore dell’Under 18, un tecnico che pensa alla sua squadra ventiquattro ore al giorno, il gruppo dei preparatori atletici con Leonardo Della Ratta che subentrerà nel mio ruolo e Giovanni Pastore, per me uno dei migliori preparatori da campo, il mio mentore Giorgio Da Lozzo ed infine Coach Bezzati e Cologna che mi hanno fatto riflettere, crescere e migliorare. Le storie personali possono allontanarci, ma certi legami restano sempre».

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