
Calcio Padova, una signora partita
Roberto Guidetti
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Una dedica alla neo-moglie Viola. Capitan Pietro Fusi, fresco di rinnovo con il Padova, ha visto la sua vita svoltare magnificamente nell’arco di poche settimane.
In una Arena Garibaldi di Pisa senza i propri tifosi al seguito, con oltre 9100 voci contro, i biancoscudati di Antonio Calabro hanno superato l’esame dell’esordio, dopo la prova a Udine in Coppa Italia, con il massimo dei voti contro una delle due neo-retrocesse, che il calendario le impone di incrociare proprio in avvio stagionale.
Ironia della sorte, la terza giornata sarà allo Zinni di Cremona, dunque il Padova – entro i primi di Settembre – avrà già affrontato le tre favorite in primis al ritorno nella massima serie calcistica. Come sempre si dice, i forti è meglio incontrarli all’inizio, ma è altrettanto verificato che, in un campionato lungo ed insidioso come la serie B, qualunque gara si annuncia come una autentica battaglia sportiva.
Calabro, l’allenatore biancoscudato, afono come si conviene dopo una gara tanto importante anche da un punto di vista strettamente personale, ha elogiato la squadra per come è riuscita a mettere in campo una invidiabile personalità ed identità, chiudendo tutte le traiettorie di gioco agli avversari e ripartendo efficacemente nella metà campo avversaria.
Con un Lasagna a mezzo servizio, davanti partono Caprari e Bortolussi, mentre in mezzo Carissoni, Fusi, Zuelli, Pompetti e Zanimacchia garantiscono una buona circolazione di palla ed una efficace copertura alla difesa a tre con Dellavalle, Sgarbi e Pastina.
Un’ottima prova generale in vista dell’attesissimo derby di sabato sera alle 21 con l’Hellas Verona, quando ci si attende un Euganeo esaurito in ogni ordine di posti con il probabile “vuoto” degli spalti avversari.
Per il discorso-sicurezza, è davvero un peccato che si privino le partite della presenza contemporanea delle due tifoserie, soprattutto in un confronto regionale come quello tra due delle piazze più gloriose del calcio veneto che, tra l’altro, non si incrociano da diversi anni per la contemporanea, lunga presenza dei biancoscudati in C e l’altrettanto prolungata permanenza dei gialloblu in A. Gialloblu, che avranno il dente avvelenato dopo l’infelice esordio casalingo contro la neo-promossa Ascoli.
Gara - dunque - ricca di fascino, che pone le due avversarie già ad una svolta, pur con tutte le riserve delle prime battute di campionato: in caso di successo euganeo, la squadra ne guadagnerebbe in autostima, mentre, se si imponessero gli scaligeri, sarebbe come rimettere i piedi per terra.
Sono comunque due compagini destinate ad interpretare ruoli importanti nel corso della stagione cadetta, anche se – al momento – con diverse ambizioni. L’Hellas Verona rimane – sulla carta – tra le favorite al ritorno nella massima serie per storia recente ed esperienza ai più alti livelli, mentre il Padova deve anzitutto guardare alla salvezza per poi – eventualmente – cominciare a pensare un po’ più in grande. Memori anche dello scorso campionato, in cui ad un girone di andata positivo non è corrisposto un altrettanto brillante ritorno, pur “corretto” da una incredibile volata finale, meglio considerare qualunque ambizione senza fretta.
Tempo ce n’è, Padova ha “fame” di calcio e – intanto – i primi tre punti servono a garantire quel “bottino” indispensabile al prosieguo di una stagione, a cui il club euganeo si affaccia con altrettanto, travolgente entusiasmo...
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