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Pallavolo Padova, un futuro da decifrare

06 Luglio 2026 - 14:04
Roberto Guidetti
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Roberto Guidetti

Le notizie poco incoraggianti di una sorta di “colpo di spugna” nel roster 2025-26 sono state – finora – parzialmente riscattate da un mercato, che ha portato a Padova una serie di nuovi giocatori dal presente e futuro indubbiamente incoraggianti.

Ma la novità degli ultimi giorni ha smorzato i sorrisi, ponendo qualche interrogativo in più sull’immediato futuro di quella che, fino a pochi giorni fa, era menzionata come “Sonepar” Padova. “Era”, perché la multinazionale francese del settore elettrico ha deciso di chiudere anticipatamente (un anno prima) il vincolo triennale con il sodalizio bianconero, cogliendo di sorpresa più di qualcuno. A cominciare dai vertici dirigenziali, in primis il presidente Fabio Cremonese, che – diplomaticamente – hanno chiuso la questione, commentando che non si possono sempre prevedere le mosse dei grandi gruppi industriali.

Di fatto, la società pallavolistica euganea perde – in vista della prossima stagione – un partner strategico importante anche nel contesto di una programmazione, che – immaginiamo – non potesse prevedere una situazione di questo tipo.

Il gruppo transalpino, con un laconico comunicato, ha ricordato la bella esperienza, maturata nei due anni all’ombra del Santo. Frasi di circostanza, che non cancellano una casella vuota importante (forse, la più importante) nel contesto di un lavoro societario, che ha comunque portato dentro la principale realtà del volley padovano tanti nuovi partner e sostenitori in questi ultimi anni. Considerando poi che – ad ogni stagione – il potere economico (in questo, come in tanti altri sport...) diventa elemento strategico cruciale nella definizione di organici sempre più competitivi.

Anche se il lavoro di un uomo di grande esperienza, qual è il direttore sportivo Stefano Santuz, crediamo non abbia rallentato il passo neppure di fronte ad imprevisti del genere.

In attesa del raduno che, come da tradizione, avverrà ad agosto alla Kioene Arena, ci prepariamo a non vedere più giocatori come Masulovic, Held, Todorovic, Diez, Stefani, Gardini, Polo e Zoppellari. Se ne va anche il responsabile dell’ufficio stampa, il capace Giacomo Gobbato, sostituito da Irene Beccaro.

Sono rimasti Mattia Orioli (schiacciatore) e Alessandro Truocchio (centrale), tra l’altro convocati nel collegiale della Nazionale da Fefè De Giorgi, con il primo poi al seguito degli azzurri nella VNL in Canada, dove il bilancio è stato più che positivo, con tre successi ed una sconfitta al tie break contro la Francia di Andrea Giani. Oltre ai due atleti citati, anche la positiva riconferma dello schiacciatore Francesco Bergamasco, “prodotto” delle giovanili di Kioene Padova (la denominazione sponsorizzata si applica a tutte le formazioni, esclusa la prima squadra), che - se non ha trovato spazio nella scorsa stagione - è riuscito comunque a maturare esperienza (il ragazzo ha soltanto 21 anni) vicino a compagni più esperti.

Conferme anche per la panchina padovana con la coppia Cuttini-Salmaso nuovamente alla guida dei bianconeri. Per il primo, ottava stagione da head coach, per il secondo (già nel giro della nazionale maggiore), terzo campionato da “braccio destro” del primo tecnico.

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I due allenatori si preparano ad accogliere – per il momento – il tedesco Joscha Kunstmann, centrale 23enne tedesco di oltre due metri; l’opposto canadese Brendan Mills, con le identiche caratteristiche fisiche ed anagrafiche di Kunstmann, che ha maturato esperienze europee in Belgio e Germania; un secondo opposto, l'iraniano Amir Mohammad Golzadeh, pure 23enne, due metri e 5 centimetri di altezza, già campione Mondiale Under 21 con l’Iran (battendo in finale l’Italia) e conoscenza europea, vissuta prima in Slovenia a Lubiana, quindi – la scorsa stagione – in Superlega con la maglia di Grottazzolina (257 punti stagionali) al fianco dell’ex palleggiatore e capitano di Padova, Marco Falaschi, che ha salutato ufficialmente il volley professionistico proprio di recente con una partita benefica nella “sua” Viareggio. A proposito di uomini di esperienza, chiude la serie di “volti nuovi” il libero Francesco D’Amico, per tre anni a Verona, pugliese classe 1999 e figlio d’arte, destinato a portare un contributo importante in un ruolo delicato e strategico.

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