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Minibasket: grandi numeri e “incroci magici” nella 40a edizione del Torneo “Massimo Mazzetto”

04 Giugno 2026 - 14:02

Giovanni Pellecchia

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Giovanni Pellecchia

Martedì 2 giugno si è conclusa ufficialmente la 40a edizione del Torneo “Massimo Mazzetto” riservato alla categoria Esordienti del Minibasket (nati 2014 e 2015). Inserito nel circuito nazionale Psg-Aps Italia è tra i più importanti in assoluto della sua categoria.

La Palestra del “Barion” all’Arcella, nell’ambito della locale Festa dello Sport, ha ospitato la finalissima vinta dall’Azzurra Trieste per 56-42 sulla padovana Cangurino Roncaglia (che non è riuscita nell’intento di difendere il titolo vinto nel 2025 dall’Horus nella finale tutta padovana con il Petrarca). Sono seguite le premiazioni dei 300 mini-atleti delle 20 formazioni partecipanti (più la 21. dei mini-arbitri, coordinati dal Cia padovano) provenienti dal Nordest e dal sud Italia: tra queste, Leoncino Mestre e Petrarca Padova terza e quarta mentre le altre, da regolamento e come lo spirito del torneo richiede, sono classificate al quinto posto ex aequo.

Non solo sport

Al di là di un aspetto agonistico-sportivo, seppur coniugato in forma ludica data anche l’età dei partecipanti, il “Mazzetto” fin dalla prima edizione del 1987 ha sempre inteso valorizzare aspetti quali socialità ed inclusione: come da tradizione, infatti, i bambini delle squadre provenienti da fuori regione vengono ospitati dalle famiglie padovane.
Da questo punto di vista, emblematiche alla fine del torneo, le parole indirizzate dalla società Lumaka Mini&Basket Reggio Calabria a chi li aveva accolti: «Grazie Roncaglia per averci fatto sentire a casa con un affetto incredibile, da subito, nonostante 1.165 km di distanza».

Uniti nel nome di Massimo
Quello tra le città di Padova e Reggio Calabria, del resto, è un legame inevitabilmente forte ed indissolubile.
Nelle fila della Viola Reggio Calabria Massimo Mazzetto, il playmaker padovano classe ’65 cresciuto nel Petrarca, disputò il suo unico campionato di Serie A nella stagione 1985-86 che gli aveva aperto le porte della Nazionale (riserva a casa per i Mondiali in Spagna) prima di trovare la morte in un tragico incidente, a soli 21 anni, il 18 giugno 1986.

E la città reggina, oltre alla via a lui intitolata, lo ricorda con la statua in bronzo “Il Dono”, alta due metri e realizzata nella Fonderia artistica Pisani di Villafranca dall’artista veneziana Katrin Pujia, che è stata inaugurata il 18 giugno 2022 sul Lungomare Falcomatà. Le due città si sono mobilitate, con un Comitato congiunto, dopo che una baby-gang di vandali aveva demolito la stele inizialmente dedicatagli (davanti al Palasport Botteghelle).

Nelle parole di Massimo l'amore per lo sport

Al di là di un luogo “fisico”, però, il ricordo di Massimo – in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo - vive più che mai nelle parole del suo “testamento-spirituale”, un tema scolastico: «Io credo nell’amicizia, ma non perché mi hanno spiegato che l’amicizia è bella o perché ad avere degli amici ci si diverte e si va a ballare, ma perché è una cosa mia, a cui non devo credere, ma solo esprimere quello che sento, forse è uno stadio prima dell’amore oppure una forma d’amore. Chi trova un amico trova un tesoro, ma per me trova sicuramente molto di più. L’amore non solo come amore fra due persone, ma amore per sé stessi, per il proprio corpo, per il proprio pensiero non racchiuso ma aperto a critiche e cambiamenti. Un amore che diviene gioia di vivere. Poi c’è un valore che non riesco a capire se sia genetico o l’insieme di tutti gli altri: il rispetto, l’amore, la gioia per la mia attività. Io amo quando gioco, mi diverto, rispetto chi ho davanti, arrivo a essere amico dell’avversario, avendone però la convinzione di batterlo. Certe volte penso di essere drogato di basket, ma i drogati non amano quello che fanno. Forse è il mio modo di vivere, è il mio stile, è la mia vita».

Nel continuo rimando tra ieri e oggi (questi “incroci magici”), proprio la delegazione di Reggio Calabria era la più numerosa in questa edizione del “Torneo Mazzetto”: circa 35 persone, tra dirigenti, staff e ovviamente la squadra in campo. Formata da 16 ragazzini ed allenata da Luca Laganà: figlio di Lucio, che a Massimo era profondamente legato (per questioni di mercato si erano “incrociati” proprio in quella stagione 1985-86, che l’atleta reggino disputò a Padova).

A scorgere la formazione dell’Azzurra Trieste vincitrice, invece, nelle sue fila i gemelli Attruia figli di Stefano, ovvero il giocatore che alla Viola andò a sostituire proprio Mazzetto l’anno seguente (stagione 1986-87 in serie A2).

Dan Peterson: "Giochi per la scritta che hai sul davanti, non per il nome sul retro"
La 40a edizione appena conclusa ha presentato diversi altri momenti significativi. A partire dalla sua apertura ufficiale, affidata sabato 30 maggio al mitico Dan Peterson.
Il 90enne ex coach di Virtus Bologna e Olimpia Milano, personaggio istrionico ed apprezzato “volto televisivo” (con le sue telecronache della NBA e degli altri sport americani negli anni ’80 e ’90, oltre a diverse pubblicità), ha premiato i primi due presidenti del Comitato organizzatore “Mazzetto”: Enzo Rampin e Daniele Paolin (questo ha passato il testimone a Gabriele Scandaletti) più, quale coordinatore, il presidente della Fip provinciale Flavio Camporese.

In precedenza, nell’incontro organizzato dalla Fondazione SIT alla Palestra “Gozzano”, di fronte ai numerosi presenti ha parlato di basket e ripercorso la sua carriera. Ammettendo di non ricordarsi di Massimo Mazzetto («Francamente, non ricordavo nemmeno di aver giocato contro la Viola Reggio Calabria – ha confidato a suo fratello Andrea – Ma mi hanno fatto vedere che contro di noi, in faccia a D’antoni, segnò ben 12 punti. Devo aver tirato le orecchie a Mike nell’occasione: Ma come? Ti fai ridicolizzare da un ragazzino?»). Ed ha pure ricordato come, al suo arrivo in Italia nel 1973, il Petrarca da qualche mese era retrocesso: «Però ne conoscevo la storia: Aza Nikolic, il più grande allenatore del basket europeo; Doug Moe, che portò la squadra al terzo posto in Serie A; e Renzo Bariviera, che è stato poi anche un mio giocatore».
E dialogando con Fabio Fabio, il decano degli allenatori petrarchini (96 anni), ha spiegato ai presenti cosa vuol dire l’amore per il basket (un tema che ritorna): «La pallacanestro mi ha dato tutto» ha osservato. «Bisogna insegnare il basket e l’amore per i compagni di squadra – ha aggiunto -: giochi per la scritta che hai sul davanti, non per il nome sul retro». Ed a margine, riguardo chi allena i giovani, ci confidava: «Se un allenatore non ama i suoi ragazzi, ha sbagliato mestiere!».

Altro momento significativo, la mattina di lunedì 1° giugno: tutte le squadre partecipanti sono state ricevute per un saluto dell’Amministrazione comunale (immortalato nella suggestiva foto sulla scalinata di Palazzo Moroni). Ad accoglierle è stato l’assessore Luigi Alessandro Bisato: che già consigliere provinciale e vice-sindaco di Noventa Padovana, in questa funzione intitolò nel settembre 2010 la Palestra comunale di via XXV Aprile a “Massimo Mazzetto”.

Il Torneo del fair play e della sportività

Proprio nel ricordo di Massimo, il Torneo ha rinnovato i riconoscimenti agli atleti per sportività e fair play, che quest’anno sono stati così assegnati:

  • premio nazionale PSG Fairplay “Manuela Gallicola” per il comportamento, la disponibilità e sportività dimostrate a Marco De Checchi del Cangurino Roncaglia;
  • premio “Franco Sabaini”, per passione e competenza sempre mostrare nel curare i mini-atleti, a Stefano De Nicolao della Pall. Vigodarzere
  • premio speciale “Marco Marrocco” a Fabio Facci, che ha partecipato al torneo con la Team Up Padova & Terme formata interamente da ragazzine, per la grande disponibilità e l’impegno sempre profuso.

I ringraziamenti della famiglia Mazzetto

Decisamente toccante è stato il saluto di ringraziamento che, letto dal nipote Nicola (figlio del fratello Andrea), la famiglia Mazzetto – a nome di Massimo – ha voluto rivolgere a tutti: «All'inizio era una palla di carta e mastice con cui mamma incollava le tomaie e tenuta assieme da un po' di nastro adesivo. Una palla che a fatica durava l’arco di una partita. M'innamorai perdutamente di una palla a spicchi che divenne un lavoro, la mia gioia e la ragione di vita. Gioia che tramite chi è passato in questi 40 anni prima di voi e tutti voi ora presenti mi date la possibilità di rivivere».

Le 20 squadre partecipanti

Lumaka Reggio Calabria, Azzurra Trieste, Pielle Matera, Verona, Mestre, Virtus Pd, Dolphins Dolo, Petrarca Pd, Cangurino Roncaglia, Vigodarzere, MBA Bassano, Tre Pini Pd, Albignasego, Cus Pd Horus, Felix Team Limena - Mestrino, Virtus Brentelle, Noventa, Virtus Sarmeola, Team Up Padova & Terme, Us Arcella.

 

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