
Nuvolì Alta Fratte: sfumato il sogno di A1
Roberto Guidetti
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“Uno su mille ce la fa”, cantava Gianni Morandi nell’ormai lontanissimo 1985... Ed è una regola, perfettamente applicabile allo sport nella sua inesorabile legge, che premia il più bravo.
In questo caso, “la” più brava, visto che stiamo parlando del sestetto femminile che ha conquistato il diritto a disputare nella prossima stagione la massima serie pallavolistica. Si tratta del Valsabbina Millennium Brescia, che - nel confronto decisivo con le padovane di Nuvolì Alta Fratte - ha ribadito la propria superiorità, mostrata già dal secondo set della vincente gara 2 al Palantenore euganeo contro le ragazze di coach Marco Sinibaldi.
Un 3 a 0 senza discussioni, nella decisiva terza partita, una condanna pesante per le ragazze padovane, che hanno disputato una stagione – probabilmente – al di sopra delle loro reali potenzialità, mandando all’aria qualunque pronostico e confermando la bontà di un lavoro tecnico-societario, destinato a diventare un mirabile esempio per molti altri sodalizi pallavolistici del nostro Paese.
Già il successo esterno in gara 1 a Montichiari aveva avuto il sapore dell’impresa contro una favoritissima Brescia, che ha dimostrato e meritato il traguardo raggiunto.
Peccato, perché il grande sogno era ad un passo, specie dopo che – sempre tornando a gara 2 – Mazzon e compagne (in un Palantenore da tutto esaurito) si erano aggiudicate il primo set. Ma il collettivo bresciano e – soprattutto - due individualità come Amoruso e Michieletto hanno davvero fatto la differenza, al punto che non ci stupiremmo se la prima atleta, classe 2006, fosse già nel mirino di uno dei due “potentati” del volley femminile italiano come Conegliano o Vero Volley Monza.
Proprio lungo l’asse lombardo-veneto, corrono i palloni della pallavolo nazionale e anche europea, per non dire mondiale, visto che i club e le azzurre campionesse olimpiche 2024 fanno soprattutto riferimento alle giocatrici di questa area geografica.
Ma lo sforzo di Nuvolì Alta Fratte per arrivare ad un traguardo insperato in una categoria, dove si era affacciata soltanto due stagioni prima, non è stato vano, dimostrando che, forgiando un gruppo affiatato con alcune importanti individualità e lavorando intensamente sul piano tattico-atletico, si possono raggiungere obiettivi insperati.
Ora, il ricordo più bello resta quello del raggiungimento di una finale per la massima serie e di un Palantenore gremito, come non si vedeva da quasi 20 anni.
Onore alle tigri di Nuvolì Alta Fratte, ora è il momento del meritato riposo (la stagione è stata molto faticosa) prima di rimettersi, testa e fisico, a lavorare per la prossima stagione. Dove, stavolta, il sestetto padovano non partirà più da outsider, quindi l’avventura 2026-27 in A-2 risulterà ancora più difficile e – proprio per questo – assolutamente stimolante!
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