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Il Cus Padova festeggia 80 anni. Il clou delle celebrazioni dal 14 al 16 maggio

20 Aprile 2026 - 16:01

Giovanni Pellecchia

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Giovanni Pellecchia

Il CUS Padova celebra quest’anno l'80° anniversario della fondazione con una serie di eventi che da aprile fino all’autunno coinvolgeranno il mondo sportivo, universitario e l’intera città.
Al centro delle iniziative sono sempre i valori fondanti dell'associazione ed il legame inscindibile con l'Ateneo: un “doppio sguardo” che, celebrando il passato, si proietta verso le sfide del futuro.

Un grande evento e molto altro

Le celebrazioni si sono aperte il 17 e 18 aprile, con la presentazione delle diverse iniziative e l’accoglienza a Padova del Presidente Antonio Dima e dei Consiglieri della FederCUSI, ospiti speciali ad una cena di gala al Caffè Pedrocchi e di un tour della città concluso con una visita agli impianti sportivi universitari.

Il clou sarà però dal 14 al 16 maggio agli Impianti sportivi “Merigliano” di via Jacopo Corrado: una “tre giorni” di sport, divertimento e dibattiti aperta agli appassionati ed i cittadini di tutte le fasce d'età.

Giovedì 14 dal pomeriggio, le finali dei tornei Campus League di volley e futsal e la Winter League di basket 3 c 3.
Venerdì 15, oltre ad altre partite in contemporanea su vari campi, la nuova edizione dei CUSFit Games: con sfide di forza, resistenza e velocità.
Sabato 16, al centro della scena giovani atleti cussini e le loro famiglie, per la prima edizione delle “Cussiadi”. Bambini e ragazzi dai 5 ai 15 anni si cimenteranno in diverse attività, guidati dai tecnici delle varie sezioni, mischiando discipline sportive e ludiche. In serata, un talk con grandi ospiti del mondo sportivo. Quindi, le premiazioni dei vincitori dei tornei e il taglio della torta.

Intanto, sono già uscite nelle scorse settimane sulle maggiori piattaforme le prime puntate di “Amaranto”: il podcast che racconta le storie degli atleti del CUS Padova e in ottobre l'apertura della nuova stagione, che coinciderà con la chiusura dell'80° anniversario, sarà celebrata dalla pubblicazione di un volume speciale per ripercorrere questi 80 anni di una storia sportiva padovana ed italiana.

Sport e Università, una lunga storia: il CUS Padova protagonista

È proprio Padova la culla dello sport universitario moderno. Fu nella città del Santo, infatti, che il 22 marzo 1946 nacque la Federazione Italiana dello sport Universitario, in una riunione cui parteciparono i rappresentanti delle università di Bologna, Genova, Milano, Parma, Pavia, Torino e Venezia.

Nel 2022 il Centro Universitario Sportivo Italiano diviene Federazione Sportiva Nazionale (FederCusi).

A guidare il CUS Padova dalla firma dello statuto definitivo nel 1947, Alberto Pettinella (in carica fino al 1972), Sergio Melai (dal 1972 al 2004) e Roberto Zanovello (dal 2004 al 2016). Il timone è ora affidato al Presidente Francesco Uguagliati, già direttore tecnico Nazionale italiana di atletica leggera.
Il CUS Padova nel 2026 si conferma la polisportiva più grande del Veneto: 13 discipline, oltre 6.000 iscritti e due sedi principali, in via Giordano Bruno ed in via Jacopo Corrado.
Nel corso di otto decenni ha visto crescere tra le sue fila campioni di calibro mondiale in diverse discipline: tra questi Salvatore Morale e Giovanni Evangelisti (Atletica leggera), Rossano Galtarossa (Canottaggio) e Francesca Bortolozzi (Scherma).

Oltre all'offerta sportiva, propone numerose altre attività per universitari e cittadini, come il Run Club, CUSfit, tornei e gli affollatissimi centri estivi.

Significativi anche i progetti sociali promossi dal CUS, che riguardano la parità di genere e il contrasto alla violenza sessuale nello sport, l’inclusione sociale, la sostenibilità ambientale. Da ricordare il progetto “Rugby in carcere”, che si propone di portare i valori dello sport negli istituti di detenzione e di favorire l’accesso allo sport ai minori in condizioni di svantaggio.

Come promuovere la parità di genere nello sport

Formare i …formatori. È questo l’obiettivo del progetto europeo “Equal GEMS Girls’ Empowerment through Sport”, cui il CUS Padova ha aderito proponendo nel marzo scorso un percorso formativo per gli insegnanti di Educazione fisica, e partecipando ad aprile a Dublino al meeting tra i partner del progetto, coordinato proprio da CUS Pd. Finanziato dall’Unione europea, il progetto ha combinato risorse online ed attività in presenza: rappresentando l’occasione di aggiornamento professionale e confronto sui temi chiave dell’inclusione e della parità di genere nello sport. 

Gli stereotipi di genere nello sport restano elemento rilevante che può influenzare le esperienze delle studentesse, le loro modalità di partecipazione e, in certi casi, le scelte del percorso di studio. Le competenze sviluppate dai partecipanti potranno contribuire a migliorare non solo i loro percorsi nella scuola, ma anche ai prossimi obiettivi progettuali: la realizzazione di risorse pratiche, linee guida, attività e strumenti operativi, rivolte a insegnanti, coach e operatori del settore pensati per supportare pratiche educative inclusive con strumenti concreti sperimentati in contesti scolastici e sportivi.

Durante gli incontri i partecipanti hanno esplorato metodologie ed attività per promuovere l’empowerment femminile nelle lezioni di educazione fisica: la progettazione di esercizi attenti alla valorizzazione di diversi stili motori; l’uso di un linguaggio più consapevole; la riflessione sulla gestione delle dinamiche di gruppo.
I docenti hanno discusso le possibili strategie per rendere gli ambienti di apprendimento più inclusivi, riconoscendo le varie abilità e cercando di ridurre dinamiche e stereotipi di genere, esplorando strumenti ed approcci utili a ripensare la didattica dell’Educazione fisica in modo equo ed accessibile.

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Elemento centrale il lavoro di riflessione condivisa, facilitato dai formatori, che ha offerto ai partecipanti l’opportunità di osservare con più consapevolezza le loro pratiche didattiche: interrogandosi su abitudini consolidate; riconoscendo possibili dinamiche di esclusione; confrontando approcci alternativi. Il percorso ha cercato, insomma, di stimolare un primo processo di cambiamento: con la consapevolezza e la possibilità di trasferire alcuni di questi spunti nella pratica quotidiana.

Il Progetto “Rugby in carcere”

Promosso dal CUS Padova ente partner con coordinatore Silvio Decina (per la Casa circondariale, invece, Domenico Cucinotta e Franca Fazzini i referenti dell’area educativa e di quella sanitaria), si è sviluppato nella stagione 2023-2024 con una ventina di incontri (a cadenza quindicinale, un paio di ore ciascuno) e è proseguito nelle due annualità seguenti.

Ha consentito a un gruppo di utenti della sezione ICATT Custodia Attenuata Casa circondariale di Padova di approcciarsi al rugby. Nella prima fase hanno appreso le regole, i valori e lo spirito del gioco (accettazione, rispetto della regola e lealtà); in seguito due tecnici qualificati, Vanni Zago e Arturo Bergamasco, hanno insegnato i fondamentali e le tecniche di "affrontamento" e "evitamento", primo passo per arrivare alle gare.

Il 25 gennaio 2025, a coronamento del secondo anno del progetto, si è svolto un torneo amichevole di Rugby a 7 tra squadre “miste” composte da detenuti della Casa circondariale ed una selezione di rugbysti padovani (Cus e Polisportiva San Precario): una mattinata all’insegna dei valori dello sport.

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La presentazione ufficiale delle celebrazioni: il legame tra CUS, Università e Amministrazione comunale

Nei giorni scorsi si è svolta la presentazione ufficiale nell’Archivio antico del Bo, aperta dalla Magnifica Rettrice dell'Università di Padova Daniela Mapelli: «I CUS rappresentano oggi una risorsa fondamentale non solo per il benessere psicofisico, ma come strumento di resilienza per le nuove generazioni». Ed ha ricordato il sostegno dato ad alcuni progetti di valore sociale: come la squadra basket in carrozzina (5° posto in Serie B); lo sviluppo delle esperienze di “doppia carriera” per studentesse e studenti atleti nei campionati federali; il supporto concreto dato alle famiglie, attraverso iniziative come i centri estivi.

«È arrivato il momento di mettere a punto un nuovo modello di collaborazione tra CUS e università – ha evidenziato il prof. Antonio Paoli, Prorettore con delega al benessere e allo sport - affinché lo sport diventi un vero braccio operativo capace di attirare talenti e valorizzare il potenziale della comunità accademica».

«Considerando che la presenza di 76mila studenti aumenta ed arricchisce sensibilmente la cittadinanza – ha aggiunto Diego Bonavina Assessore allo sport del Comune di Padova - l'Amministrazione vuole essere fermamente a fianco dell'università e del CUS per sostenere lo sport: opportunità di crescita, integrazione e valorizzazione del territorio».

In rappresentanza delle federazioni sportive sono intervenuti due ex atleti di spicco: per l’Atletica leggera Manuela Levorato, vicepresidentessa Fidal; per il canottaggio Rossano Galtarossa, neo-presidente della Fic e tra gli atleti “di punta” nella storia del CUS Padova.

«Con la svolta storica del 2022 il CUSI è diventato ufficialmente la Federazione dello sport universitario – ha ricordato, in tal senso, il presidente della FederCusi Antonio Dima - assumendo la missione di coniugare i valori atletici alla crescita culturale degli studenti per costruire la classe dirigente di domani, seguendo il principio cardine di conoscere il passato per capire il presente e programmare il futuro».

La conclusione è stata affidata al presidente del CUS Pd Francesco Uguagliati: «Abbiamo creato un sistema, in cui il CUS è parte integrante della comunità universitaria, con l'obiettivo di offrire servizi che sappiano coniugare l'eccellenza agonistica alla partecipazione studentesca, affinché lo sport sia percepito come un'attività trascinante e un dovere morale verso  crescita dei ragazzi».

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