
Pallamano Femminile: ancora due padovane in A1
Giovanni Pellecchia
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Una salvezza per due. Cellini Padova ed Alì Best Espresso Mestrino hanno fatto… 13! Un riferimento al Totocalcio, che forse soltanto i più agées coglieranno al volo (d’altra parte, per stare al calcio, da 12 anni che non andiamo ai Mondiali), ma che rende bene l’idea. Tredici sono i punti, infatti, con cui le due compagini padovane hanno terminato la loro stagione in Serie A1 FIGH di Pallamano Femminile (che, dopo la sosta per la Nazionale, ripartirà il 18 aprile con i play off): per un 9° posto in classifica che vale per entrambe la salvezza diretta.
Sconfitte, ma salve
Salvezza arrivata ufficialmente l’ultima giornata: la vigilia di Pasqua, sabato 4 aprile, con tutte le gare disputate alle 19 in contemporanea.
Fin dalla settimana precedente, si sapeva già della matematica retrocessione in A2 di Mezzocorona: che accusava un ritardo di 7 punti dalle padovane (più di quei 5 che, da regolamento, sono il limite per la disputa dei play out). Ma si sono dovuti attendere gli ultimi 60’ di campionato per conoscere la sorte dell’Ariosto Ferrara: che ne aveva sei.
Alì Best Expresso e Cellini Padova hanno chiuso entrambe con una sconfitta: Mestrino “a testa alta” sul parquet di casa con Salerno vice-capolista e campione d’Italia in carica (20-27); Cellini, al sesto ko consecutivo, sul campo di Cassano Magnago (34-24). Sorte analoga, ed in modo più netto (46-11) sul campo della capolista Erice, è toccata però agli estensi che sono così retrocessi direttamente.
L’andamento inverso delle due padovane: il cambio di passo del Mestrino
Un traguardo salvezza, quello raggiunto da Alì Best Espresso Mestrino, grazie ad un deciso cambio di passo negli ultimi due mesi per la “volata” finale. «Dentro di noi sapevamo che saremmo arrivate a questo punto – commentava a botta calda la capitana Carlotta Pugliese -: oggi possiamo ufficialmente dire di essere salve».
«È stata una stagione a dir poco complicata – analizza, invece, il tecnico Giuseppe Lucarini - costellata di imprevisti ed infortuni che ci hanno costretto ad un girone d'andata sempre “in emergenza”. Anche se, con un po' più di fortuna o magari esperienza e determinazione, qualche partita avremmo potuto comunque vincerla. A dicembre, si è riusciti ad integrare la rosa per poter avere più efficacia in attacco; ed il girone di ritorno ci ha regalato qualche bella vittoria, anche nei campi delle dirette avversarie impegnate nella lotta per non retrocedere. È cresciuta la fiducia nelle nostre capacità ed è arrivata la salvezza, senza dover disputare la lotteria dei play-out». «Siamo sicuramente contenti per il finale di campionato – conclude - dove purtroppo gli infortuni non ci hanno abbandonato: c’è comunque un pizzico di rammarico perché, per quel che abbiamo fatto vedere nelle ultime gare e con qualche punto di quelli lasciati per strada, un posto play off potevamo averlo. In ogni caso, bene così!».
Nelle ultime otto giornate di campionato, se riavvolgiamo il nastro della stagione del suo ritorno in Serie A1 che la squadra di Lucarini ha chiuso con sei vittorie, un pareggio e 15 sconfitte, ha tenuto un incredibile ruolino di marcia: 4 vittorie ed un pareggio, prima delle ultime due sconfitte (va aggiunta quella con la capolista, nel recupero del 14 febbraio).
Un “cambio di passo”, appunto, che spicca ancor di più se confrontato con la prima parte di stagione: quando la squadra gialloverde, neo-promossa e non ancora passata attraverso gli importanti “ritocchi” di mercato, aveva vinto solo due volte. Entrambe di misura, contro Mezzocorona: nella giornata inaugurale in Trentino (31-29) e sabato 13 dicembre in casa (21-19) alla 12. giornata, o per meglio dire la 1. di ritorno, a distanza di un intero girone dopo undici sconfitte consecutive.
Questo percorso nuovo e virtuoso, aperto sabato 31 gennaio nella vittoria di misura in casa su Cassano Magnago (26-25), è proseguito con quella nel sentito derby padovano: vinto 27-24 contro la Cellini al “Pala Farfalle” (14-13 all’intervallo).
Che “battaglia” il derby!
Autentica “guerra di nervi” per la supremazia cittadina (la Cellini all’andata si era imposta 24-22 a Lissaro): tra le locali, espulsa con rosso diretto Serena Eghianruwa (uscendo dal campo ha applaudito platealmente) per un brutto fallo con braccio al collo di un’avversaria, poi confermato dagli arbitri dopo controllo al VR. Nella gara, sempre in bilico, protagoniste assolute le due portiere: Anabel Eghianruwa e Pinto Pereira, questa Mvp. L’esito si è deciso soltanto in volata a favore del Mestrino, che ha distribuito le sue segnatura tra otto marcatrici diverse: “top scorer”, con 8 gol, Karoline Helena De Souza.
Archiviato il derby, e dopo lo stop in casa con Teramo (27-28) seguito dalla pausa per la Coppa Italia e lasciare spazio alla Nazionale, l’Alì Best Espresso ha poi ripreso la sua marcia: vincendo lo scontro diretto a Ferrara (29-27) e, in modo netto, al PalaLissaro la sfida con Nuoro (28-18). Prima di un amaro pareggio ad Aosta con Casagrande Padana (17-17, con un “gol fantasma” delle locali): l’unico nella stagione gialloverde, rivelatosi decisivo per portarsi a +6 sulla stessa Ferrara.
La Cellini in calo
La Cellini Padova ha chiuso, invece, con un bilancio di cinque vittorie, tre pareggi e 14 sconfitte. Le ultime sei, come ricordato, consecutive e nella parte finale della stagione (inaugurate proprio nel derby).
La squadra, che ha terminato la stagione guidata in panchina da Mauro Marchionni, “l’anima” stessa della società (subentrato a Mario Filiciotto), nella prima parte del campionato ha accumulato il “tesoretto” che si è rivelato sufficiente, nonostante un po’ di affanno e complici un paio di infortuni, per centrare l’obiettivo.
«La stagione è andata così – rivela, con amarezza, Letizia Bebli – L’anno prossimo torneremo più cariche: ci impegneremo, cercando di migliorare ed aggiustare gli errori commessi».
Nelle prime otto giornate di campionato la squadra, che vanta l’egiziana Judi Waled Eliwa Hamed Ghonim nella “top ten” della marcatrici (sesta con 145 gol, 6.6 di media), ha ottenuto tre vittorie e due pareggi. Gli ultimi punti stagionali, invece, datano gennaio: le due vittorie consecutive alla 2. e 3. giornata di ritorno, sabato 10 in casa con Teramo (36-31) e quello dopo a Ferrara (32-26); ed il pareggio di sabato 31 gennaio, sul campo del Casagrande Padana (23-23).
«Gli infortuni ci hanno condizionato – spiega Marchionni - privandoci di due elementi fondamentali: il terzino Serena Eghianruwa che infortunatasi in Nazionale (rottura del legamento del piede, ndr) non sarà operata, ma ne avrà comunque per almeno altri due mesi; ed il centrale/pivot Maiten Montero, alla vigilia del derby, e rientrata poi per dare una mano nelle ultime partite. E’ andata così, va bene. Chiaro, però, che resta l’amaro in bocca: avevamo il progetto di arrivare ai play off ed è stato vanificato; per fortuna, i punti messi da parte in precedenza sono bastati a mantenere la categoria. Il derby uno stimolo? Certo: vista la vicinanza tra i club, si tratta di una sfida particolare, in cui saltano tutte le pregiudiziali».
Ora la Nazionale, ma senza padovane
Terminata la stagione regolare ed in attesa dei play off, il campionato ha dato spazio alla Nazionale Femminile che si è radunata a Giugliano, in Campania, per le sfide del 9 aprile in casa con i Paesi Bassi e del 12 aprile a Zurigo con la Svizzera delle qualificazioni agli EHF Euro 2026: l’Italia, terza nel girone 2 ma penalizzata dalla differenza-reti, non parteciperà. Tra le 17 “azzurre” convocate dal Dt Alfredo Rodriguez, però, non figuravano atlete delle due squadre padovane.
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