
WMT Championship a Padova, il grande palcoscenico dei praticanti della Muay Thai
Roberto Turetta
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Domenica 12 aprile ben 160 atleti si sono confrontati nel Palasport Aldo Travain di Padova. Erano i partecipanti del Wmt Championship, evento promosso dalla società patavina Wat Muay Thai per i praticanti dilettanti di Muay Thai, Kickboxing e Grappling.
Provenienti da associazioni sparse un po’ in tutto il Nordest (tra cui le padovane Fenice e Satori), in Lombardia, in Emilia Romagna e persino in Svizzera, i tanti piccoli e grandi atleti-guerrieri si sono sfidati per gran parte della giornata sui tre ring messi a disposizione.
Il programma ha visto un’ottantina di gare di tre riprese da due minuti ciascuna, in cui ci si sfidava tra calci circolari medi e bassi, ginocchiate e clinch, ma soprattutto con tecnica e fair play. Per questo, al di là di tante singole proclamazioni, per gli organizzatori della Wat Muay Thai ha trionfato soprattutto lo spirito più puro degli sport da combattimento.
«Negli ultimi tempi ci eravamo concentrati soprattutto nel professionismo, ma stavolta abbiamo voluto aprire la competizione ai dilettanti – a parlare è Elia Serafin, istruttore di Wat con ben 35 incontri professionistici alle spalle, con tanto di titoli prestigiosi e medaglie, nonché promotore a 360 gradi di campionati e tornei di vario tipo -. Si trattava di permettere la pratica vera e propria a tanti iscritti di ogni età, in uno spazio comunque controllato e gestito in modo professionale. Ma anche di far conoscere al meglio la Muay Thai e altre arti marziali e sport da combattimento, a partire dallo spirito che le anima. In certe persone sopravvive ancora il pregiudizio che si basino sulla violenza e la prevaricazione, quando al contrario stimolano chi le pratica alla disciplina e al rispetto. Tutto questo si manifesta appena termina la gara sul ring: ti abbracci con l’avversario, perché è colui che ti ha dato l’opportunità di metterti in gioco».
Per Serafin è una sensazione che lo ha accompagnato durante e dopo i combattimenti, in aggiunta alla voglia di crescere in continuazione e passare al livello successivo. «E’ bello ottenere le cinture e i riconoscimenti. Ma, una volta, terminato il match, io pensavo già a riconsiderare tutto me stesso e a prepararmi alla gara successiva». In pratica, lo spirito più genuino della Muay Thai che Wat cerca di imprimere nei suoi affiliati dal 2007.
Fondata da Matteo Giacometti assieme al maestro thailandese Tanawat Boonlert (dalla cui abbreviazione del nome ha tratto ispirazione il nome stesso della società), la società patavina Wat Muay Thai insegna la disciplina a un pubblico vasto che va dai bambini agli amatori ultrasessantenni. Con tanto di iscritti lanciati nel mondo del professionismo e riconoscimenti a livello internazionale. Senza mai trascurare le basi di questa disciplina e la sua evoluzione nel corso degli anni.
Nel frattempo, il Wmt Championship ha portato una bella ventata di ottimismo grazie ai numeri ottenuti. «Contiamo di riproporre la manifestazione a cadenza annuale se non semestrale, forse già dal prossimo autunno» ha precisato Serafin.
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