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Milano Cortina 2026, le Paralimpiadi da record

21 Marzo 2026 - 16:53
Giuliana Valerio
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Giuliana Valerio

Lo sport come strumento di inclusione, capace di abbattere barriere e creare comunità: è questa l’eredità più forte dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, che si sono chiusi con numeri da record e una partecipazione che va ben oltre il risultato agonistico.

L’evento, che ha coinvolto anche Padova con il passaggio della torcia il 5 marzo, ha registrato un grande successo di pubblico, culminato negli 11.500 spettatori per la finale di Para ice hockey tra Stati Uniti e Canada, il dato più alto dell’intera manifestazione. Un segnale chiaro: lo sport paralimpico è sempre più seguito, riconosciuto e vissuto come parte integrante del panorama sportivo internazionale.

Ma Milano Cortina 2026 non è stata solo spettacolo. Sono stati 611 gli atleti in gara, accompagnati da 84 guide, provenienti da 55 delegazioni. Sei le discipline in programma, distribuite in cinque sedi, con oltre 300 ore di competizioni trasmesse in diretta e 412 medaglie assegnate. Numeri che raccontano un movimento in crescita, arricchito anche dalla partecipazione, per la prima volta, di cinque nuovi Comitati Paralimpici Nazionali.

Fondamentali il supporto tecnico agli atleti e l'accessibilità

Oltre 370 interventi di riparazione su carrozzine, protesi e attrezzature sportive hanno garantito a tutti la possibilità di competere al meglio. Un lavoro spesso invisibile, ma decisivo per rendere davvero inclusiva la competizione.
Altro tema chiave è stato quello dell’accessibilità. Dalle audiodescrizioni alla lingua dei segni, fino agli spazi dedicati come quiet rooms e servizi di trasporto potenziati, tutto è stato progettato per garantire la piena partecipazione. Oltre 300.000 persone hanno utilizzato i servizi di mobilità accessibile, con mezzi attrezzati destinati a restare sul territorio anche dopo i Giochi.

L’esperienza dei Giochi si è sviluppata anche nei Villaggi Paralimpici di Milano, Cortina e Predazzo, che hanno ospitato circa 1.800 persone tra atleti e staff. Qui, oltre ai servizi essenziali, sono stati creati spazi per il relax, il supporto psicologico e la socialità.

I numeri della quotidianità raccontano l’intensità dell’evento: ogni giorno consumati 220 kg di pasta, 4.000 uova e quasi 3.000 caffè.

Il ruolo dei volontari

Sono stati oltre 4.600 i volontari impegnati nei Giochi Paralimpici, parte del programma Team26, con una presenza significativa anche di persone con disabilità (155). Distribuiti tra sedi di gara, villaggi e aree operative, hanno rappresentato il cuore organizzativo dell’evento, contribuendo in modo concreto all’accoglienza e alla gestione.
Il programma volontari ha mostrato una forte vocazione internazionale e inclusiva: quasi la metà under 35, oltre 98 nazionalità rappresentate e una perfetta parità di genere. Un mix che dimostra come lo sport sappia unire generazioni e culture diverse.

Si guarda avanti

Un’eredità concreta che riguarda anche realtà locali come quelle del Veneto, dove il tema dello sport inclusivo è sempre più centrale. Milano Cortina 2026 lascia infatti un modello organizzativo e culturale che potrà essere replicato anche a livello territoriale, contribuendo a rendere lo sport davvero aperto a tutti.
Più che un evento, una dimostrazione: quando lo sport è inclusivo, è molto più che competizione.

 

Credits: Fondazione MIlano Cortina

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