
Al via “Equal Play”, il progetto di Gruppo Polis contro la violenza di genere
Giuliana Valerio
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Promuovere rispetto, inclusione e parità fin dalla prima infanzia, agendo per contrastare stereotipi di genere e prevenire quindi discriminazioni e violenza nel mondo sportivo.
È questo il progetto “Equal Play”, la campagna di sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere promossa da Gruppo Polis in collaborazione con l’Università di Padova, Coni e FIGCLND - Lega Nazionale Dilettanti e rivolta al mondo del calcio giovanile, in particolare bambini e bambine dai 6 ai 10 anni, allenatori, dirigenti e genitori di 100 società calcistiche del Veneto da febbraio, con estensione nazionale dal prossimo ottobre.
Il progetto è stato presentato oggi, 24 febbraio, nella sede della Provincia di Padova alla presenza di responsabili del Progetto Equal Play, di Amministratori provinciali e regionali, di rappresentanti dell'Università degli Studi di Padova, della Lega nazionale dilettanti - Figc del Veneto e del Club Biancoscudati Mario Merighi.

“Investire in percorsi educativi che affrontino apertamente i temi della parità, del rispetto reciproco e dell’empatia è fondamentale per contrastare atteggiamenti discriminatori e violenti – spiega Mariasole Rizzi Responsabile dell’area di contrasto della violenza di genere di Gruppo Polis -. L' ambiente sportivo rappresenta uno dei luoghi privilegiati in cui poter agire, incontrando atleti, atlete, adulti di riferimento e genitori e per questo motivo come Gruppo Polis riteniamo centrale creare collaborazioni e sinergie con società sportive che possano diventare, insieme a noi, parte di una rete e strumento del cambiamento culturale che vogliamo".
Il progetto
Equal Play si propone di agire direttamente con i giovani e le giovani per interrompere la trasmissione intergenerazionale di modelli culturali basati su un disequilibrio tra i generi, affiancando chi lavora nell’educazione per fornire strumenti, formazione e consapevolezza necessari a trasmettere valori come il rispetto, le pari opportunità e la libertà di ogni persona.
Giovani atlete e atleti dai sei ai dieci anni verranno coinvolti in laboratori all’interno delle sedi delle società calcistiche per approfondire tematiche e prassi finalizzate all’educazione civica, sociale e relazionale, saranno realizzati incontri di formazione, informazione e sensibilizzazione per allenatori e dirigenti rispetto al tema della violenza di genere e al più generale tema del rispetto nelle relazioni interpersonali. Si lavorerà anche sui genitori in quanto educatori e facilitatori di una pratica sportiva sana e rispettosa.
Fondametale la promozione dell’avvicinamento delle bambine alla pratica sportiva del calcio. Un’azione che vedrà il suo culmine nel l’organizzazione a maggio 2026 della “Equal Play Cup”, torneo dedicato proprio alla promozione del calcio femminile.
Sarà inoltre realizzato un vademecum nazionale con le buone prassi, anche grazie a questionari di valutazione d’impatto a cura dell’Università di Padova, e un evento pubblico di sintesi dell’iniziativa in autunno con CONI e FIGC.
Si inizia con il Patto Equal Play
Da febbraio inizia il coinvolgimento delle società calcistiche dilettantistiche del Veneto, che sarano chiamate a aderire al progetto sottoscrivendo il “Patto Equal Play”.
Quindi verranno loro proposti
• Laboratori di sensibilizzazione rivolti a bambini e bambine (6-10 anni) con metodologia avvalorata da Università di Padova
• Video pillole dedicate ad allenatori e dirigenti
• Video pillole dedicate ai genitori
• Video pillole dedicate ai calciatori di età superiore ai 12 anni
• Fumetto realizzato in collaborazione con Mind Academy da distribuire ad atleti e atlete
• Palloni e pettorine brandizzate «Equal play»
• Flyer per la promozione della pratica sportiva calcistica femminile
Tifosi protagonisti e una testimonial d'eccezione
Al progetto collabora anche l’Associazione Club Biancoscudati Mario Merighi, la principale organizzazione che riunisce i tifosi del Calcio Padova, nata per promuovere un tifo organizzato, educato e, soprattutto, portare famiglie e bambini allo stadio.
Testimonial del progetto Agata Isabella Centasso, calciatrice italiana e vice capitano del Venezia Calcio 1985 Femminile nel campionato di Serie C. Agata non si limita al solo calcio: fuori dal campo è operatrice socio-sanitaria, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità intellettiva e parallelamente, ha costruito una presenza mediatica che la porta a comparire come volto televisivo e a raccontare il mondo del calcio femminile, contribuendo alla visibilità dello sport e dei suoi valori. E soprattutto ad una narrazione autentica del calcio che supera stereotipi e promuove pari opportunità.
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