
Tennis: che “numeri” in Veneto e a Padova!
Giovanni Pellecchia
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Il tennis italiano sta vivendo davvero un grande momento. Ed anche il 2026 si è aperto con una notizia storica. Per la prima volta, infatti, la classifica ATP vede due “azzurri” tra i primi cinque al mondo: oltre a Yannik Sinner che dal 10 giugno 2024, quando salì in vetta per la prima volta, si sta alternando al primo posto della classifica con lo spagnolo Alcaraz (che lo era già stato nel settembre 2022), Lorenzo Musetti al n° 5.
Chiamatelo “effetto Sinner”. Ma non solo. Assieme ai risultati dei tennisti italiani ai massimi livelli (11 totali nella “top 100”, altro dato storico!), unitamente alle tre vittorie consecutive di Coppa Davis (nel 2025 a Bologna) o le ATP Finals a Torino, l’intero movimento è in una fase di “boom” assoluto.
Nel 2025, anche in termini economici, Federazione Italiana Tennis e Padel per la prima volta è stata quella con i maggiori ricavi in Italia: oltre 230 milioni. E nel 2026 il bilancio, con ogni probabilità, è destinato a superare i 250 milioni. Il calcio, che da sempre deteneva tale primato, nel 2025 si è fermato a 200 milioni complice l'assenza di competizioni internazionali. Il giro d'affari della FITP, fino ad un paio di decenni fa, era solo di qualche decina di milioni di euro: tale crescita dunque, iniziata prima che esplodesse “il fenomeno Sinner”, conferma come non sia qualcosa legato al momento o estemporaneo, ma il risultato di un progetto di sviluppo articolato negli anni.
E nel Veneto?
Anche il Veneto conferma questa tendenza. Dal 2002 a oggi, in regione, il numero di tesserati Fitp è più che quintuplicato: passando da 11 mila a oltre 60 mila, di cui quasi quarantamila solo nel tennis (compreso il progetto “Racchette di Classe” che nelle scuole ha consentito a 800.000 bambini di provare tennis o padel). Un rapporto tra non agonisti ed agonisti (vi primeggia la provincia di Verona) più del doppio: 12 e 26mila.
«Il mio ingresso in Federazione risale al 2002: quando mi è stato chiesto di occuparmi di tennis, c’erano circa 11.000 tesserati – spiegava nel dicembre 2024 Mariano Scotton, presidente Fitp Veneto, dopo essere stato rieletto per la settima volta consecutiva con il 98,19% delle preferenze – Abbiamo chiuso il quadriennio olimpico 2021-2024 con un bilancio estremamente positivo. I successi che la Federazione ha ottenuto e sta ottenendo a livello mondiale trovano riscontro anche nella nostra Regione che ha superato le 65.000 tessere, un traguardo impensabile fino a qualche tempo fa. La Federazione regionale in quel tempo era stata commissariata ed io ero stato chiamato a derimere la questione come una figura di garanzia. Da lì poi, sono stato eletto: inizialmente doveva essere un impegno di un paio d’anni... Il merito non è solo mio, alle spalle c’è una grande squadra ed insieme alla Federazione centrale stiamo crescendo di anno in anno. Il presidente Angelo Binaghi ha dimostrato una capacità organizzativa incredibile: i risultati sotto gli occhi di tutti».
Il Veneto, nello specifico, ha un panorama vivace e articolato. Ma, appunto, con numeri decisamente in impennata ed oltre 250 società affiliate: nel 2025, sono stati in totale 271 i circoli registrati; la provincia di Padova con 55 è seconda dietro solo a Verona.
Gli istruttori veneti sono passati da 572 a 946 negli ultimi sei anni. Ed i tornei Tpra, di fatto, raddoppiati nell’arco dell’ultimo anno: sono ora 999; erano 450 nel 2024.
La rappresentativa del Veneto, intanto, ha chiuso al 4° posto la 17. edizione della Coppa d’Inverno disputata a metà gennaio a Tirrenia (ha vinto la Toscana) che vedeva impegnata i migliori ragazzi e ragazze nati negli anni 2011 e 2012.
Cambia anche il gioco
Legato a questa crescita esponenziale, sta cambiando (anzi è già cambiato) anche il modo di giocare: il 70% degli scambi in una partita di tennis di alto livello, fonte ATP, si risolve entro quattro colpi (specie su superfici veloci, ad es. cemento).
Gli stessi maestri, spiegava Cristian Vinco direttore tecnico Fitp Veneto, stanno così abbandonando la “scuola italiana” che pure, da una quindicina di anni – riconosciuta a livello mondiale – si propone di creare giocatori capaci di “fare tutto (e con più soluzioni possibili)” nel campo di 23 m per 8; e si stanno sempre più indirizzando, invece, verso l’insegnamento di un gioco “servizio e risposta” o “serve and volley” per dirla in inglese. Decisamente più veloce e spettacolare.
Già, i maestri di tennis. Anche i numeri di questi sono in continua crescita, eppure risultano sempre troppo pochi. Nel 2018, come già ricordato, in Veneto se ne contavano 572: tra gli istruttori di 1° e 2° grado, i maestri ed i tecnici regionali. Attualmente si sfiora quota mille: 946 ad essere precisi. Eppure i circoli sono costretti ad organizzare dei corsi serali per adulti (quasi raddoppiati nell’ultimo biennio) o vere e proprie liste d’attesa dato anche il numero non sufficiente di campi per poter soddisfare tutte le richieste.
Senza contare che film sul grande schermo di grande presa, come di recente “Il maestro” diretto da Andrea Di Stefano ed interpretato da Piefrancesco Favino, producono l’effetto di avvicinare sempre più la figura all’immaginario collettivo.
Le tre principali squadre di Padova
Il nostro movimento cittadino, a livello individuale, in questo momento non esprime atleti di primissimo livello: anche se ci sono “under” che lasciano ben sperare.
Tre, invece, le formazioni di Padova e provincia ai massimi livelli, una femminile e due maschili.
Il Tennis Club Padova 1912 che la scorsa stagione, proprio per i risultati (primeggia spesso anche nel giovanile), ha ottenuto il prestigioso riconoscimento della Team Cup schiera una squadra femminile che in A1 Femminile lo scorso novembre ha raggiunto la salvezza ai Play out battendo Beinasco: 4-0 in casa; 3-1 fuori. La rosa, con la capitana Nadine Erzegovic, schierava: le due nuove arrivate Darja Semenistaja e Panna Udvardy; le confermate Laura Pigossi ed Andrea Lazaro Garcia; ed in rappresentanza del vivaio, Carolina Gasparini e Lavinia Luciano.
Il club di via Libia propone anche una squadra maschile che, con la promozione dell’estate scorsa (dopo 11 anni), nel 2026 disputerà la A2. Nella squadra Juarez Vila Facundo, Nicola Bulgakov Khun, Damien Wenger, Giuseppe La Vela, Christian Kai Wehnelt, Umberto Ciato, Jacopo Menegazzo, Federico Lovato.
La squadra maschile della Canottieri Padova (con il punto di forza Kirill Kivattsev) dal 2018 in partnership con il Tennis Palladio 98, nel campionato a 32 squadre (8 gironi), che ha messo in campo alcuni tra i migliori tennisti italiani quali Flavio Cobolli (n. 20 Atp) nel Tc Parioli, Luciano Darderi (n. 23) nell’Avino, Lorenzo Sonego (n. 60) con Torino e Matteo Arnaldi (n. 65) con Genova, è impegnata la squadra della Canottieri Padova, con il punto di forza Kirill Kivattsev. Nella squadra oltre a Kivattsev, Luca Giacomini, Filippo Moroni, Daniele Valentino, Nicola Cucchi, Carlo Alberto Soave, Giovanni Benedetti, Matteo Antonio Zampieron, Thomas Statzberger.
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