
Parakarate cup di Jesolo: storie di medaglie e di resilienza
Dalla Redazione
Si è disputata mercoledì 3 dicembre la “Parakarate Cup”, che ha visto atleti con disabilità visiva, motoria e sindrome di Down gareggiare insieme agli agonisti senior.
La manifestazione è stata affiancata alla Karate1 Youth League e alla Venice Cup 2025, che si disputa dal 3 al 7 dicembre, alla quale partecipano 3.336 atleti under 21, provenienti da 83 nazioni, e che ha portato a Jesolo oltre 10 mila persone per quasi una settimana.
Gli atleti del parakarate, una sessantina suddivisi in diverse categorie, hanno lottato per le medaglie e non solo, testimoniando con la loro presenza come lo sport possa aggiungere qualità alla loro vita.
La storia di Kateryna
Tra questi Kateryna Samoshchenko (Polisportiva Terraglio), che ha conquistato l'argento tra gli atleti su sedia a rotelle, categorie K30 Over 16, dietro a Hind Alsayyali dell’Al-Qassim Club (Arabia Saudita) e seguita da Assuntina Alonge. “Sono molto emozionata per questa medaglia - ha detto - il karate per me é stato un stimolo per ricominciare una nuova vita”.
Kateryna Samoshchenko ha dovuto affrontare la morte e la rinascita due volte. Rifugiatasi in Italia dopo la morte del padre al fronte in Ucraina, il 3 ottobre 2023 è stata estratta viva dalla carcassa dell’autobus precipitato dal cavalcavia di Mestre, incidente nel quale tre sue amiche, venute dall’Ucraina per visitarla, hanno perso la vita. Ha subito l’amputazione della gamba destra sotto il ginocchio.
A Mestre, la fisioterapia e la vicinanza con la Polisportiva l'hanno portata al parakarate grazie anche al sostegno di Veronica Yaki e di Manuel Giuge (che ha vinto la medaglia di bronzo nelle categorie K30 sedia a rotelle). Si è potuta allenare spesso anche grazie ad una passione di famiglia. La figlia di Veronica è infatti Federica Yakymashko, che tra le donne Over 16 si è imposta per la Polisportiva Terraglio: è una dei volti noti del karate veneto, recentemente è arrivata seconda ai campionati del mondo.
C’è anche la storia dei due fratelli baresi Alessio Milillo e Francesco Domenico D’Amato, un viaggio di resilienza e riscatto attraverso il karate. Nonostante disabilità, patologie rare, interventi chirurgici complessi e un’infanzia segnata dalle difficoltà, entrambi hanno trovato sul tatami la forza per costruire una nuova vita.
Alessio, 22 anni, affetto da una sindrome genetica gravissima e costretto alla sedia a rotelle dopo un’operazione di 36 ore alla colonna, ha conquistato la medaglia d’oro nella categoria K31, quella delle compromissioni motorie.
Francesco Domenico, 14 anni, che convive con ritardi cognitivi, spettro autistico e una recente operazione per un tumore, lo ha sostenuto con ottime prestazioni senza arrivare alla medaglia.
Il merito è anche dei genitori, Pamela e Michele, che li accompagnano ogni giorno tra sacrifici, cure e allenamenti, e del maestro Salvatore Cioce, che ha creduto in loro.
Patrick Buwalda, argento mondiale
Ancora, Patrick Buwalda è un atleta italiano di parakarate lombardo, originario di Barlassina in provincia di Monza e Brianza, noto per i suoi risultati agonistici nonostante la sindrome di Down (categoria K22, disabilità intellettiva). Il suo risultato più recente e di rilievo è la medaglia d'argento conquistata ai Campionati Mondiali di Karate e Parakarate 2025, tenutisi a Il Cairo, in Egitto. Ottima la sua gara anche a Jesolo.
"Il Parakarate rappresenta una delle espressioni più autentiche dei valori profondi del nostro sport. Ogni atleta che sale sul tatami dimostra che il karate sa essere disciplina, rispetto, determinazione, ma soprattutto inclusione - dice Vladi Vardiero, presidente del Comitato Regionale Veneto FIJLKAM - Lo sport appartiene a tutti, senza eccezioni, e la disabilità non limita la capacità di competere, emozionare e ispirare. La crescita del movimento paralimpico del karate è la prova di un percorso che sta dando frutti importanti. Avere ospitato questo evento a Jesolo è stato un privilegio e un segnale forte. La città ha saputo accogliere gli atleti con calore e professionalità, confermandosi un luogo ideale per grandi manifestazioni sportive. Portare qui la Parakarate Cup significa dare visibilità a un progetto che merita spazio, attenzione e continuità. È un impegno che intendiamo portare avanti con convinzione, perché l’inclusione non è uno slogan: è la nostra direzione".
L’organizzazione era curata da Multisport Veneto, con il supporto della Fijlkam, La federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali e dell’Asi.
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