
Catia Scanferla: dalle Nazionali del tiro a segno paralimpico ai Mondiali di paradance
Dalla Redazione
La storia di Catia Scanferla, 59 anni di Limena (PD) non appartiene alla retorica dell’eroismo, ma alla concretezza dello sport vissuto come metodo, disciplina e costruzione quotidiana.
Il motto che la guida — «Nulla è impossibile, tutto è possibile» — non è una frase di circostanza, ma la sintesi di un metodo.
Catia Scanferla costruisce tutto su disciplina, respiro e controllo: lo stesso gesto che serve per portare un colpo al centro del bersaglio o per disegnare una linea pulita in coreografia. È la sua forma di equilibrio, il punto in cui ogni frammento della vita torna ad avere una direzione.
Lo sport: nella sua vita sin da piccola
Cresciuta a Padova e segnata dalla perdita precoce del padre — tiratore scelto nell’esercito, da cui eredita la passione per la precisione — Catia attraversa da giovanissima la ginnastica artistica, l’atletica e il tiro a segno, per poi approdare all’Isef e all’insegnamento nelle società sportive.
Nel 1997, a 31 anni, una sciatica violenta anticipa i primi segnali della sclerosi multipla, una diagnosi che arriverà solo in seguito e che progressivamente la porterà a perdere completamente la deambulazione. Alla fatica fisica si aggiunge lo smarrimento emotivo, ma Catia sceglie una strada attiva: comprendere il corpo nei suoi segnali e nei suoi limiti, reinterpretarlo senza lasciarsene travolgere.
Lavora per anni in un centro di agopuntura e psicosomatica, affinando una lettura attenta delle risposte corporee, e nel frattempo si avvicina alla falconeria, affascinata dalla capacità dei rapaci di controllare traiettorie, equilibrio e percezione dello spazio. Oggi vive accanto a un falco e tre gufi: una presenza quotidiana che la aiuta a ritrovare calma e concentrazione.
Dal tiro a segno alla paradance: due passioni che si alimentano
Il tiro a segno, una passione ereditata dal padre, ritorna concretamente nella sua vita nel 2003. Entra per la prima volta in poligono con il tecnico Massimo Schiavon e si allena con costanza per tre stagioni.
Gli anni scorrono tra adattamenti continui e nuove forme di impegno personale, finché arriva la pandemia. Il tempo sospeso del Covid diventa per lei una soglia: comprende che il tiro è ancora la sua strada e sceglie di riprenderlo con continuità, trasformandolo nel nuovo centro della sua vita sportiva.
Nel frattempo si avvicina alla paradance, la danza in carrozzina, con una passione per la danza orientale, dove si diploma nel 2015.
Nel dicembre 2023 un’altra svolta decisiva: durante un’esibizione, la danzatrice Rossella Cappotto nota la qualità del suo movimento e la presenta alla coreografa Sandra Crescini della Total Dance Academy di Piazzola sul Brenta. Per Catia è una scoperta: la carrozzina diventa parte del linguaggio coreografico, non un vincolo.
In pochi mesi affronta campionati italiani, assoluti e Coppa del Mondo. A Oristano conquista il bronzo nel duo “Nel blu dipinto di blu” con Rossella Cappotto, poi arrivano le esperienze nel freestyle — dalla “Medusa” alla “Guerra delle regine” firmata da Nicole Biasio — e il lavoro sulle cinque danze conventional: valzer, tango, samba, rumba e jive.
Nel 2024 la crescita nel tiro, che pratica parallelamente, trova conferme decisive.
A Bologna conquista il titolo italiano nella pistola ad aria compressa 10 metri SH1 con un solido 531 su 600, davanti a Giulia Valdo e Carla Coppola, atlete ai vertici nazionali. Le prime tre serie — 90, 90 e 93 — indirizzano la gara; la seconda metà, più controllata, le permette di gestire il margine fino alla fine.
Nel novembre dello stesso anno incontra il preparatore Mauro Salvalaggio, dopo una gara e avvia con lui un percorso atletico mirato, strutturato in cicli di forza, potenza, resilienza e isometria, pensato per sostenere il so lavoro nel tiro e nella danza.
Tra il 2024 e il 2025 i risultati si moltiplicano. Nel tiro conquista un nuovo titolo nella P2, tre ori e un bronzo alla Coppa del Mondo di Stevenage e stabilisce i suoi migliori punteggi in carriera.
Nel 2025 raggiunge un ulteriore traguardo internazionale con la danza: ai Mondiali di Para Dance Sport di Kosice a novembre ottiene il quinto posto nel Duo Carrozzina con Rossella Cappotto, il ventottesimo nel Conventional,il quindicesimo nel solo Freestyle e il diciottesimo posto nel Combi insieme a Nicole Biasio, una categoria molto competitiva all’interno della rassegna.
E.S.
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