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Canoa: il Veneto è la prima Regione in Italia per numero di atleti

01 Novembre 2025 - 17:25
Monia Pasqualetto
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Monia Pasqualetto

Padova città d’arte, di storia e di cultura. Ma anche una città dotata di un ricco patrimonio fluviale che storicamente ha favorito lo sviluppo di diverse discipline sportive come il canottaggio.

Ed è proprio alla canoa, presente da quasi un secolo nei corsi d’acqua che circondano la città del Santo, che è stata dedicata una serata, “Oltre la pagaia”, che si è tenuta ieri, venerdì 31 ottobre, a Palazzo Moroni. Presenti istituzioni, campioni vecchi e nuovi che hanno portato in alto il tricolore ai giochi olimpici, rappresentanti della Federazione Italiana Canoa Kayak (Fick) e dell’Università di Padova e, non da ultimi, i giovani atleti, allenatori e dirigenti di Padova Canoa Asd, promotrice ed organizzatrice dell’incontro. 

Presente alla serata anche il fondatore di Padova Canoa Danilo Tognon, che ha partecipato con la canoa canadese nel C1 alle olimpiadi di Roma 1960 e a 90 anni è ancora appassionato alla disciplina, con un augurio agonistico in grande stile. “Ragazzi, voi siete il futuro della nostra città – ha detto - Alle prossime olimpiadi porteremo a casa una medaglia”.

Molti attesi gli interventi dei grandi nomi della canoa. A partire da Carlo Tacchini, protagonista a Parigi 2024 dove ha conquistato l'argento nella canoa canadese a due posti (un traguardo che mancava da 64 anni, ndr).

Non servono presentazioni per Rossano Galtarossa, che conta nel curriculum cinque olimpiadi (lo splendido oro a Sidney nel 2000 è storia, ndr) tantissime medaglie a livello nazionale e internazionale e cinque olimpiadi. Oggi dirigente sportivo, membro del Coni Veneto e della FICK e, da poco, anche mental coach.

“Finalmente stiamo sdoganando il Bacchiglione come una palestra a cielo aperto – ha dichiarato il pluricampione - E’ un’opportunità da godere e gustare a 360 gradi. Oggi, da dirigente, sto cercando di restituire quello che lo sport mi ha dato quando ero atleta. E’ uno sport in cui bisogna fare fatica per raggiungere il traguardo. E’ una caratteristica di cui bisogna prendere consapevolezza e di cui bisogna essere fieri perché arrivare in fondo ad un percorso e superare le crisi significa avere una forza mentale incredibile”.

E se questo è il giusto mindset per affrontare la canoa, così come qualsiasi altra disciplina sportiva, non manca chi si occupa di preparare i professionisti in grado di supportare gli atleti in questo processo: dalla nutrizione, alla preparazione atletica, al mental coaching. Come ha affermato Tatiana Moro, Presidente del corso di laurea in Scienze Motorie dell’Università di Padova, la costruzionedi un atleta è un grande lavoro di squadra, di un’équipe multidisciplinare chiamata a lavorare, partendo dalla scienza, su diversi aspetti che mirano a garantire in tutti i sensi la salute dell’atleta. Un esempio su tutti. “In diverse discipline sportive sono previste categorie di peso – ha affermato Moro - Abbiamo fatto un’indagine nel Veneto e abbiamo scoperto che ragazzi, già all’età di 11-12 anni, si sottopongono a diete per rimanere nelle categorie di peso. La cosa più drammatica è stata scoprire che per complilare queste diete si affidano ai social piuttosto che a un sentito dire. Ci sono, invece, professionisti che si preparano per anni per essere di aiuto e sono in grado di portare gli atleti al massimo della performance”.

Sulla stessa linea anche la consigliera federale FICK Adriana Gnocchi che ha esordito affermando che precocizzare l’atleta non è tra gli interessi della Federazione, che promuove, tra l’altro, diversi progetti in ambito scolastico. Lusinghieri i dati sulla pratica del canottaggio. “Il Veneto è la regione che ha più atleti rispetto alle altre Regioni d’Italia. Seguono Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia – ha precisato - Negli ultimi dieci anni abbiamo portato avanti progetti per la canadese, sia maschile che femminile. Quest’ultima è molto recente (questa specialità esiste per le donne dal 2010, ndr) ma stiamo ottenendo ottimi risultati”.

La serata si è chiusa in allegria, con qualche aneddoto e curiosità, raccontati dal giornalista de Il Corriere dello Sport - Stadio Fabio Donfrancesco, autore di “Controscie”. Un libro che parla della canoa a partire dal secondo dopoguerra da un punto di vista più umano, raccontando tante storie e vicende inedite, come quella di Papa Giovanni Paolo II che in gioventù era un canoista e, si racconta, durante le escursioni rovesciava la canoa per celebrarvi sopra la Santa Messa.

Ha moderato la serata la giornalista Giuliana Valerio.

 

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