
Arrampicata sportiva: Leonardo Donola, 15 anni, 4 ori italiani e un posto in Nazionale
Giuliana Valerio
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“Volevo iniziare uno sport. La mia famiglia è appassionata alla montagna e mio zio faceva le vie alpinistiche. A Scorzè, vicino a casa, ho scoperto una palestra per l’arrampicata indoor. È stato amore a prima vista”.
Sono le parole di Leonardo Donola, classe 2010, di Massanzago che racconta così come ha iniziato quando aveva appena cinque anni ad avvicinarsi alla disciplina dell’arrampicata sportiva. Sono trascorsi dieci anni e ora ha al collo quattro medaglie d’Oro di cui due conquistate nel 2025 nel Campionato Italiano nelle specialità Bulder e Lead categoria Under 17, vanta importanti piazzamenti anche agli Europei e un posto fisso nella Nazionale italiana Junior.

“Ho iniziato con le competizioni partendo dai Campionati regionali da piccolo, quindi i campionati italiani, uno all’anno – spiega – Nel 2024, quando avevo 14 anni, i primi raduni con le selezioni per la Nazionale Junior, dove siamo circa in 25 dai 13 ai 18 anni. Quindi, le partecipazioni alle tappe di Coppa Europa in Austria, Slovenia, Slovacchia, Francia e al Mondiale giovanile in Finlandia…. Ho conquistato il primo oro ai Campionati Italiani Giovanili a Bergamo nella specialità Boulder (ndr 2,5-3 metri con blocchi sempre diversi), poi altre medaglie, argenti e bronzi. Quest’anno ho conquistato l’oro in due specialità nella categoria Under 17, nel Boulder e nella Lead (ndr due vie da percorrere con corda, imbragature, moschettoni, di 20-25 metri)”.
Le prossime tappe per Leonardo: Coppa Europa in Francia a novembre e poi la stagione è finita. Si ricomincerà a marzo, intanto raduni e incontri con la Nazionale per allenarsi.
Tutti pazzi per l'arrampicata
Oggi l’arrampicata sportiva è diventata di moda, dopo le Olimpiadi di Parigi, che hanno dato un’ulteriore visibilità alla disciplina dopo la sua prima apparizione alle Olimpiadi di Tokyo. Milioni di persone sono rimaste incollate allo schermo per seguire prestazioni impressionanti, in particolare nella Speed, che vede gli atleti confrontarsi in una via sempre uguale per un’altezza di 15 metri, da fare nel più breve tempo possibile.
La polacca Aleksandra Mirosław, oro, ha realizzato sulla Senna il nuovo record mondiale di Speed femminile (6.06 secondi) e Veddriq Leonardo, indonesiano, ha ottenuto il primo oro di specialità salendo in 4.75 secondi.
Sono gare che si giocano sulle frazioni di secondo: a Parigi lo statunitense Sam Watson ha realizzato il nuovo impressionante record di Speed nelle fasi di qualificazione, stoppando il timer a 4.74 secondi.
Una passione con cui crescere
“Sin da bambino ho provato solo l’arrampicata e nessun altro sport e la passione che nutro per questa disciplina non mi ha mai portato a considerare l’idea di cambiare – continua Leonardo -. Amo condividere la mia passione con gli amici che arrampicano con me e che la amplificano, rendendola ancora più bella, amo l’ambiente delle palestre, i viaggi e la possibilità di conoscere nuove persone. È un ambiente ‘pulito’, non c’è mai esasperazione e aggressività nelle gare. Un esempio? Non ho mai visto in altri sport i genitori fare il tifo per i figli degli altri, nelle nostre gare, invece, è normale. Si tifa per chi è in parete, qualsiasi sia la sua squadra o sua la nazionalità. Siamo tutti molto uniti, spesso gli atleti vanno incontro a chi scende e alla fine della sua gara ci si fanno i complimenti. Si gareggia contro se stessi, non contro gli altri. La gara è contro il blocco, la via, non contro gli altri. A tutti i livelli”.
Fatica? no, divertimento!
Leonardo si allena dalle tre alle cinque volte alla settimana per tre ore. Fa molta mobilità e stretching e, naturalmente, potenziamento in palestra.
“Non è faticoso, anzi, mi diverto come un pazzo: la chiave è proprio il divertimento - puntualizza - lo sport non deve mai essere stress. Se fare gli allenamenti diventa uno stress, allora devi pensarci, magari non è lo sport giusto per te. È una disciplina nella quale ci si diverte sin da subito e non è necessario fare agonismo per divertirsi! Certo, quando cominci ad allenarti sul serio l’impegno cresce e così anche la fatica. Ma per me è talmente bello che comunque il divertimento rimane preponderante”.
Una disciplina che piace sempre di più
L’arrampicata è una disciplina accessibile per tutti, i costi delle attrezzature e delle palestre sono abbastanza contenuti e non occorrono caratteristiche fisiche particolari, in parete si vedono persone molto magre, ma anche 'pompate' e più robuste; neanche l’altezza conta, chiunque può approcciarsi ai blocchi.
In questi ultimi anni sono sempre di più i ragazzi e le ragazze che vi si avvicinano e stanno aumentando anche gli atleti che fanno agonismo.
A livello mondiale eccelle il Giappone e generalmente gli stati asiatici, ma anche gli USA. L’Italia al momento non vanta molti campioni a livello mondiale, ma la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (FASI) sta investendo molto, in particolare sui giovani e sta ottenendo risultati molto incoraggianti: sostiene le trasferte, mette a disposizione il Centro Federale e tecnici molto qualificati, ma soprattutto segue gli atleti con attenzione. Anche le palestre stanno moltiplicandosi e offrono istruttori di qualità. La Società agonistica di Scorzè l’Opera Verticale, dove arrampica Leonardo, conta ben tre suoi atleti in Nazionale.
Se ti dico Olimpiadi come ti senti?
“È il mio obiettivo – ammette Leonardo. La medaglia d’argento di Parigi l’ha conquistata un 17enne. Per arrivarci il mio percorso prevede i diversi Campionati Giovanili di categoria e ho già conseguito un 5° posto agli Europei. Perer il 2025 puntavo ai Mondiali: ci sono arrivato, classificandomi 19° e 20° su 80 atleti, terzo tra gli italiani. Intanto, per i prossimi anni lavoro per poter continuare a fare parte della Nazionale: gareggiare negli Europei e nei Mondiali mi permetterà di accedere alle selezioni per le Olimpiadi.
Agonismo e scuola? nessun problema grazie al progetto "Studente-Atleta"
Leonardo frequenta il secondo anno del Liceo Sportivo a Camposampiero. L'Istituto applica il progetto "Studente-Atleta" che prevede che l’attività sportiva agonistica e gli impegni connessi non penalizzino lo studente. Leonardo viene aiutato a percorrere sia il suo percorso sportivo che a vivere al meglio la sua formazione scolastica. Nella pratica, gli insegnanti spostano interrogazioni e verifiche in caso di necessità e le assenze vengono giustificate. “Non sono poche, l'anno scorso ho perso 40 giorni – spiega -. Certo, non è facile, bisogna ottimizzare il tempo e incastrare tutto. Talvolta studio quando sono all’estero per le gare. Tempo libero? Nel weekend mi alleno un giorno e l’altro lo tengo per me”.
Un percorso ambizioso, che richiede impegno, ma anche sostegno. “Non avrei potuto fare tutto questo senza l’aiuto della mia famiglia, che anche adesso mi accompagna dovunque; di mio fratello Sebastiano da quando ho iniziato ad arrampicare non si è mai perso una mia gara ed è sempre in prima linea a fare il tifo e della mia allenatrice, Ilaria Giacometti, che ha sempre creduto in me, andando oltre il rapporto che c’è tra allenatore e atleta”.
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