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Le donne della Run For Iov a Chicago per la loro maratona della vita

15 Ottobre 2025 - 12:50
Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Chiunque abbia partecipato alla maratona di Chicago vi dirà immancabilmente che è una gara diversa dalle altre, tra le più importanti e prestigiose, quella che ogni maratoneta vorrebbe poter correre almeno una volta nella vita, assieme alla Maratona di New York.
In uno degli appuntamenti più iconici del running mondiale, unica per l’atmosfera e per la sua posizione tra le World Marathon Majors, erano presenti anche le maratonete della Run For IOV.
Un evento particolarmente speciale per loro, perché la maratona di Chicago coincideva con la ricorrenza dei 10 anni dalla nascita del progetto RUNFORIOV di Ryla Onlus patrocinato dallo IOV e dalla Medicina dello sport della Aopd, che fu presentata a Palazzo Moroni il 14 ottobre 2015.

A Chicago domenica 12 ottobre c’erano 15 donne coraggiose con una storia di tumore al seno, accompagnate da due medici dello IOV che le hanno curate, le dottoresse Stefania Zovato e Antonella Brunello. Una parte di loro hanno corso la loro prima maratona, accompagnate dalle compagne che nelle precedenti edizioni del progetto avevano già conquistato l’agognato traguardo, dopo aver affrontato la maratona della malattia con la determinazione e la volontà di farcela, di superare il traguardo più importante della propria vita e diventare una finisher, grazie anche al supporto della coach Chiara Arrigoni di Assindustria.

“È stata una giornata splendente in tutti i sensi – sono state le prime parole della presidente Sandra Callegarin e anima di questa squadra -. Chicago ci ha regalato un meraviglioso cielo azzurro terso, accompagnato da un sole caldo, ma con un’aria fresca, ideale per correre. Ancora una volta la coesione e il forte legame affettivo che lega queste donne unite da una esperienza che le rende “sorelle” ha fatto la differenza: i medici al loro fianco e una squadra contro la malattia in passato, e una squadra con le scarpe da corsa adesso".

"Da quando ho fondato Ryla, “Run your life again” - continua Callegarin - questa è la quarta squadra che il progetto porta a rinascere attraverso un percorso lungo un anno fino a tagliare un traguardo così ambizioso come quello di una maratona. Ma ogni volta è come fosse la prima volta. Le emozioni che viviamo sono fortissime, in fondo correre una maratona è una metafora della maratona vissuta contro il cancro e guardarsi ora, dopo tutto ciò che si è passato, raggiungere un risultato che rappresenta un vero ‘riprendere a correre la propria vita’ dopo la malattia, è una esperienza quasi catartica, quasi di trasformazione di quella che è stata una esperienza così tanto dolorosa come quella della malattia in una rinascita. D’altro canto “Run your life again” si chiama la nostra onlus proprio per questo. Il tifo calorosissimo lungo ogni metro del percorso, ci ha accompagnate e la città di Chicago ci ha regalato un contesto splendente in cui correre. Abbiamo corso portando nel cuore anche le pazienti che non possono correre ancora o non possono farlo più. E con la nostra corsa, vogliamo parlare alle donne che stanno combattendo ora la malattia, per incoraggiarle e mostrare loro che in fondo al tunnel in cui stanno vivendo, può tornare a splendere una luce”.

“Come sempre – conclude Sandra Callegarin - il nostro pensiero va allo IOV (Istituto Oncologico Veneto) per il quale e sotto i cui colori corriamo, e grazie al quale possiamo essere qui a farlo! Un ringraziamento particolare lo voglio rivolgere sempre ai nostri sostenitori che credendo nel nostro progetto ci hanno consentito di realizzarlo”.

Da quando è nata, Ryla è cresciuta in maniera esponenziale, guidata da un Consiglio direttivo composto da Sandra Callegarin (Presidente), Elisa Schiavon, Susi Masiero, Flavia Gastaldello e Natascia Bussolo. Oggi, grazie ai fondi raccolti per lo IOV, l’associazione ha donato più di 170 mila euro per sostenere la ricerca e cura del tumore al seno.

“Ora siamo pronte a ripartire con una nuova sfida – conclude Callegarin -. Un percorso vissuto dai due lati della barricata, pazienti e medici, sempre più vicini e sempre più uniti contro un nemico comune, sotto le insegne dell'Istituto Oncologico Veneto. Una sfida anche per le tante donne che stanno vivendo, oggi, l'altra maratona, quella contro la malattia, che consente di trasmettere a loro la speranza, grazie anche alla ricerca scientifica, e le spinge a non mollare mai”.

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