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Stop all’hate speech

08 Ottobre 2025 - 08:55

 

Monia Pasqualetto
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Monia Pasqualetto

Gioca la tua partita per il rispetto – In campo, sugli spalti e online”. E’ questo il sottotitolo di un decalogo realizzato dal Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni) del Veneto in collaborazione con il Dipartimento di psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’ateneo patavino per promuovere i valori del rispetto, della responsabilità, dell’inclusione e della cittadinanza digitale consapevole nello sport. Il documento raccoglie dieci principi concreti, ovvero delle regole di comportamento che dovrebbero essere mantenute durante gli eventi sportivi e nell’uso dei social network. L’iniziativa si inserisce in un ampio progetto che vede direttamente coinvolti, oltre al Corecom e all’Esu (Ente regionale per il diritto allo studio universitario), anche la Provincia di Padova co-firmataria di una lettera d’intenti diretta a prevenire il fenomeno dell’hate speech, ovvero il linguaggio d’odio che si manifesta in occasione di eventi e manifestazioni di carattere sportivo.

A sottoscrivere la dichiarazione, il presidente della Provincia di Padova Sergio Giordani, la consigliera provinciale con delega allo Sport e alle Manifestazioni sportive, Eleonora Mosco, il presidente del Corecom del Veneto Marco Mazzoni Nicoletti e il presidente dell’Esu di Padova Giuseppe Maschera.

«I dati indicano che sono sempre più in aumento i casi di persone che ricorrono all’hate speech nel corso delle manifestazioni sportive – ha dichiarato la consigliera Mosco - Il linguaggio d’odio prende di mira arbitri e atleti indiscriminatamente, coinvolgendo spesse volte anche i genitori, che sono i primi a dover dare il buon esempio. Assieme a Corecom ed Esu chiediamo alle società sportive di adottare il decalogo contro l’hate speech, in modo tale che possano diffondere il suo contenuto anche tra tifosi e spettatori prima che inizi l’evento. E' un invito che rivolgiamo a tutte le realtà sportive del nostro territorio e a cui hanno già aderito Calcio Padova, Pallavolo Padova, Patavium Rugby e Petrarca Basket Padova”.

L’invito ad adottare un linguaggio responsabile nello sport, all’interno di un percorso articolato che include diverse iniziative contro la violenza verbale e i comportamenti discriminatori legati a genere, origine, orientamento e appartenenza, è rivolto a scuole, università, federazioni, enti del terzo settore, media locali e nazionali, realtà sportive e alla stessa cittadinanza. Si tratta, in sostanza, di perseguire iniziative ed azioni coordinate che puntino a prevenire tutte le condotte violente e lesive della dignità personale e collettiva sia all’interno dei campi da gioco sia nei “campi” digitali, ovvero i social network.

Il decalogo propone nel concreto dieci regole di comportamento, quali "Il vero tifo unisce, non discrimina", "Dietro ogni maglia c’è una persona", "L’errore è umano, l’odio no", "Le parole hanno conseguenze reali", "Sui social non sei invisibile", " Rompi il silenzio: intervieni". E ancora: "Sii un modello per le nuove generazioni", "Celebra lo sport, non l’umiliazione",  "Pretendi impegno da club e istituzioni", "Fai del rispetto il tuo stile di gioco". Tutti principi pratici ai quali ispirarsi per favorire la cultura del rispetto, della responsabilità, dell'inclusione, della cooperazione e del fair play nel mondo sportivo.

«Il fenomeno dell’hate speech, insieme a discriminazioni e violenza verbale, è sempre più diffuso anche negli spazi sportivi, fisici e digitali – ha precisato Marco Mazzoni Nicoletti - Si tratta di comportamenti che ledono la dignità delle persone, rischiano di normalizzare l’ostilità e compromettono il valore educativo dello sport e la coesione sociale. Al contrario, lo sport rappresenta da sempre un veicolo universale di valori positivi: rispetto, lealtà, collaborazione e inclusione. È su questi principi che si fonda il percorso che abbiamo avviato affinché ogni campo di gioco - reale o virtuale - torni a essere un luogo di crescita e rispetto reciproco».

E il progetto non si limita all’enunciazione teorica ma prevede anche la promozione di una serie di iniziative come eventi, laboratori, campagne e progetti educativi sul tema del linguaggio responsabile nello sport, indirizzati soprattutto al mondo giovanile e universitario, passando attraverso le pratiche virtuose del fair play, della cooperazione e dell’inclusione.

«Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di adottare un decalogo contro il linguaggio d’odio: metteremo a disposizione gli spazi delle mense e delle residenze dell’Esu per diffonderlo capillarmente – ha puntualizzato Giuseppe Maschera - Abbiamo a cuore il benessere psicofisico degli studenti e rientra fra i nostri doveri fare in modo che stiano bene anche attraverso iniziative come questa, che puntano ad abbattere l’odio che circola sia tra i campi di gioco e sugli spalti, sia in rete fra i social network».

Un’altra tematica, che affronta il protocollo d’intenti, è l’avvio di proposte educative di media literacy per un corretto utilizzo dei social media e degli strumenti di comunicazione, con l’obiettivo di rendere le nuove generazioni sempre più consapevoli e responsabili  dei propri diritti e doveri comunicativi.

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