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Football americano Tackle Under 19: all’Italia la sfida contro la Repubblica Ceca

22 Settembre 2025 - 10:33
Stefano Bizzotto
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Stefano Bizzotto

L’Italia Under 19 di Football americano Tackle ha sconfitto 13 a 6 la temibile squadra della Repubblica Ceca lo scorso 20 settembre nello Stadio Plebiscito di Padova. Un successo netto che agli azzurrini è valso il sesto posto agli Europei di categoria.

Una soddisfazione per lo sport italiano, ma anche per la città del Santo, che vede così riconosciuta l’attività sportiva ma anche di divulgazione della squadra locale, i Saints, che da 41 anni portano a Padova la passione per questo sport. La squadra, forte di 50 elementi, dai17 ai 40 anni, nella scorsa annata sportiva si è giocata la finale italiana di seconda divisione, perdendo però contro gli Elephants Catania. 

Sabato 11 ottobre la società ha organizzato un camp per i ragazzi under 18. Chi volesse provare, trova tutte le info sulla pagina Instagram. 

Sono oltre 100 le squadre affiliate alla FIDAF - Italian Federation of American Football, concentrate soprattutto nel Nord e nel Centro Italia, per un totale di circa 7.000 tesserati. Non pochi per uno sport bello da vedere e da giocare, anche se per noi italiani talvolta complesso da capire, dove le statistiche hanno una grande importanza e ogni squadra deve arruolare decine di elementi, con ruoli molto precisi. Ma neppure molti, forse perché è uno sport che sconta ancora la fama di essere pericoloso, considerati i forti contrasti fisici tra i giocatori. Eppure le cose stanno cambiando.
«Fino ai primi anni 2000 – ha spiegato Franco Bernardi, oggi allenatore della difesa dei Saints Padova, ma con un passato glorioso nella nazionale italiana – nessuno si era mai preoccupato di valutare in modo scientifico le conseguenze di questo sport, che impatta soprattutto a livello di testa e di cervicali. Nel tempo però si è capito che esistevano patologie proprio conseguenti alla ripetizione dei colpi subiti e da allora, anche sulla spinta di movimenti di mamme statunitensi preoccupate per la salute dei loro figli, si è lavorato con forza per rendere meno traumatizzanti gli impatti, intervenendo sulle regole, sui caschi, sugli allenamenti. Non solo. L’attenzione per la salute è salita anche in campo. Oggi se un giocatore mostra di risentire dopo l’impatto nel corso del gioco, il medico fa una verifica immediata dello stato di coscienza, cosa che una volta non accadeva, e il giocatore viene tenuto monitorato per tutta la partita e anche dopo. E i risultati si vedono».

Non solo Tackle...anche Flag

Nelle prossime Olimpiadi di Los Angeles 2028 è stata ammessa tra le discipline ufficiali il Flag American Football, uno sport nato come passatempo dei soldati americani durante la Seconda Guerra Mondiale che non prevede il contatto.
Del Football classico, il cosiddetto Tackle, mantiene molte delle regole, ma vi si discosta per un elemento importante: il contatto, consentito nel Tackle e vietato nel Flag. Si gioca con la palla ovale, ma 5 contro 5, e l’obiettivo è sempre guadagnare “yard”, ovvero terreno di gioco fino ad arrivare in touchdown (meta). Per farlo la palla può essere lanciata (prevalentemente in avanti) o portata di corsa, e si evita che gli avversari portino avanti l’azione strappando una delle due bandierine (flag, appunto) che ciascun giocatore porta appese ad una cintura, sui fianchi. Lo strappo della bandierina corrisponde al placcaggio e ogni contatto tra gli avversari è vietato e viene sanzionato dagli arbitri con la perdita di terreno.
“Il flag football è una disciplina relativamente nuova ma che sta rapidamente guadagnando interesse – spiega Barbara Allaria, responsabile della comunicazione della FIDAF - Nel mondo è praticata da oltre 20 milioni di persone, che ne apprezzano la natura non violenta, la semplicità delle attrezzature richieste e l’adattabilità dei campi da gioco. Queste caratteristiche, unite al fatto che aiuta ottimamente a sviluppare le abilità motorie, la coordinazione, la velocità e la collaborazione, promuovendo l’inclusione e valori come il fair play e il rispetto delle regole, rendono questo sport particolarmente adatto a bambini e ragazzi e all’introduzione nelle scuole, dove abbiamo già attivato progetti che hanno coinvolto oltre 30.000 studenti”.
In Italia si giocano due campionati senior, uno maschile e uno femminile, per un totale di 54 squadre (stagione 2025) e tre campionati junior (U13, U15, U17, misti, maschi e femmine) per un totale di 69 squadre (stagione 2025). In Europa tutte le nostre nazionali giocano ai massimi livelli, e non si contano le medaglie. E l’Italia, anche qui, vede sempre più rosa: ad inizio settembre la Nazionale femminile Under 17 ha conquistato l’oro europeo nel Flag Football grazie alla vittoria contro la Germania (53 a 15!)
Dal 25 al 27 settembre a Parigi le nazionali italiane maschile e femminile si giocheranno agli Europei la qualificazione alle Olimpiadi. Obiettivo, arrivare nei primi sei posti.

Nel Tackle, invece, la Nazionale senior (denominata “Blue Team”) giocherà a fine ottobre le Final Four in Germania. Buoni i pronostici: dopo il titolo continentale nel 2021, gli azzurri sono sempre saliti sul podio negli anni successivi.

 

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