
La Ruota Ginnastica Academy di Vigonza: non solo attività sportiva
Giuliana Valerio
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La Ruota Ginnastica Academy di Vigonza, nata nel 1999, non è una semplice associazione sportiva. Quando si parla con la fondatrice, Elisa Danese, non si ascoltano risultati o storie di piccoli campioni, ma l’entusiasmo e la passione di chi sta lavorando per realizzare un progetto: promuovere i valori dello sport, l’inclusione sociale e il benessere attraverso il movimento. Certo, l’associazione, che ha oltre 1.200 iscritti, ha come focus la ginnastica artistica e, da pochi anni, anche la ritmica. Ma fa molto, moltissimo altro.
Elisa Denese, iniziamo dal progetto che racconta meglio la filosofia dell'associazione: l'idea di integrare l'attività fisica con l'educazione civica.
La nostra Academy è nata come una realtà dedicata alla ginnastica artistica, ma sin da subito abbiamo deciso che il nostro ruolo doveva andare oltre la semplice preparazione sportiva. L'idea di mettere insieme lo sport, il movimento con l'educazione civica è venuta in un momento critico, la pandemia. Nel 2020, ci è stato chiesto di sviluppare attività da remoto per le scuole. Così, invece che promuovere la ginnastica abbiamo creato il progetto MEC (Movimento Educazione Civica), un programma che unisce l’attività motoria ai temi della cittadinanza attiva. Ha avuto un grande successo e tuttora viene proposto nelle scuole elementari di Noventa e Vigonza, per fortuna in presenza. I corsi sono gestiti da sette insegnanti, laureati in scienze motorie e offriamo queste esperienze anche nei nostri Centri Estivi.
Di cosa si tratta?
I bambini delle scuole primarie, in particolare dalla prima alla terza, sono coinvolti in attività motorie su diversi temi: dalla raccolta differenziata a giochi sul cyberbullismo, passando per educazione stradale, diritti umani e disabilità. Abbiamo capito che con i bambini è molto più facile raggiungere gli obiettivi educativi attraverso il gioco e il movimento, così li …mettiamo in moto, per raccontare loro l'importanza dei valori civici, ma anche l’importanza di collaborare, di fare rete per raggiungere gli obiettivi, un concetto che cerchiamo di trasmettere con l'uso di strumenti come le funi, gli intrecci.
Insomma, entrate nelle scuole non per promuovere la vostra attività sportiva e agonistica, come fanno di solito le associazioni sportive, ma con progetti educativi attraverso il movimento.
Certamente, e in quest’ambito lavoriamo molto sull’inclusione, che è una priorità per noi in tutto quello che facciamo. Nei nostri corsi di ginnastica artistica, ad esempio, ci sono bambini con la sindrome di Down che partecipano insieme ai loro coetanei, senza supporto specifico: sono inseriti nei gruppi di normodotati e partecipano alle stesse attività. Questo li aiuta a sviluppare competenze motorie, ma soprattutto a vivere esperienze di socializzazione e a sentirsi parte di una comunità. L'integrazione non è solo fisica, ma anche emotiva, e questo arricchisce i bambini con disabilità, ma anche gli altri partecipanti.
Anche nei nostri Centri estivi accogliamo bambini con fragilità, in collaborazione con l’associazione a Down DADI di Padova e i loro psicopedagogisti, che ci aiutano a creare un ambiente sereno e accogliente per tutti.
Personalmente sto tenendo un corso di Ballo da due anni con un gruppo di sei donne con malattie diverse che le costringono a rimanere in sedia a rotelle. Ci vediamo due volte alla settimana e lavoriamo con la parte alta del corpo, realizziamo coreografie che poi portiamo in spettacoli nostri o promossi da altre realtà, come quelli di Guido Marangoni. Ogni anno realizziamo un video, visibile nel nostro sito, con queste donne e le bimbe dei nostri corsi, un’esperienza bellissima!

Un altro ambito di intervento è quello della Terza Età
Da 30 anni lavoro con gli anziani di Noventa Padovana e da 22 anni propongo in collaborazione con il Comune corsi di ginnastica per gli anziani. Al momento gestiamo otto corsi, che accolgono 160 persone dai 60 agli 89 anni che provengono anche da comuni vicini. Ci vediamo tre volte alla settimana da ottobre a maggio e facciamo ginnastica dolce, ma anche giochi sulla memoria e di coordinazione. L’obiettivo è il benessere generale, ma anche l’integrazione nella comunità e la creazione di reti di amicizia.

Le vostre molte attività sono rese possibili anche grazie alle strutture che avete a disposizione
Per prima cosa ci tengo a dire che abbiamo una squadra incredibile, che conta 40 persone tra istruttori e insegnanti e 12 collaboratori di supporto. Abbiamo poi una nostra struttura a Peraga di Vigonza, la palestra specialistica dove facciamo ginnastica artistica; e abbiamo vinto il bando per gestire la nuova palestra di Perarolo-Busa di Vigonza, che offre spazi importanti dove possiamo offrire i Centri estivi e molte altre attività. Da quest’anno, dopo cinque anni siamo finalmente tornati ai numeri pre-covid, riuscendo a rimanere in piedi anche grazie a questi spazi e ai Centri estivi. Lo sport insegna che non devi mollare, che non ti devi mai scoraggiare, perché dopo ogni salita c’è sempre una discesa.
Il vostro impegno si estende anche al sostegno di soggetti che lavorano nel sociale e in iniziative solidali.
Sì, l'impegno civico è una parte fondamentale della nostra identità. Raccogliamo fondi grazie ai nostri saggi di fine anno fin dal 2001, quando una delle nostre ginnaste si è ammalata. Abbiamo iniziato finanziando le attività della Città della Speranza, con più di 50.000 euro donati fino ad oggi. Recentemente, abbiamo anche aiutato due associazioni sportive dell’Emilia Romagna che avevano subito danni a causa dell’alluvione, contribuendo all’acquisto di materiale per la ginnastica artistica. Ultimamente abbiamo donato 2.700 euro all'AIDAP, che si occupa di disturbi alimentari, e 1.750 euro al gruppo Polis che combatte la violenza di genere nelle scuole.
Per noi non è solo solidarietà, è soprattutto un’occasione per insegnare ai nostri giovani l'importanza di impegnarsi per gli altri. Anche così, lo sport diventa uno strumento potente di educazione sociale.
Lo sport, insomma, come vettore di valori.
Lo sport, in particolare per i giovani, è fondamentale per insegnare valori come il rispetto delle regole, l’impegno, la perseveranza e la capacità di affrontare le difficoltà. Ogni atleta, che sia agonista o amatore, deve imparare che non sempre si vince, e che le sconfitte fanno parte del percorso. È così che si formano non solo gli sportivi, ma anche le persone. Lo sport insegna che bisogna mettersi in gioco, lavorare duro, ma anche sapersi rialzare dopo una caduta. Il nostro obiettivo non è solo formare atleti, ma persone complete, in grado di affrontare le sfide della vita con maturità. Inoltre, quando pratichi uno sport, qualsiasi sport, sei in un ambiente protetto, sicuro, regolato da valori come il rispetto del giocatore, delle regole, dei materiali, che è quello che ora manca.
Purtroppo oggi spesso i ragazzi non sono preparati a gestire la frustrazione e non sempre i genitori sono in grado di supportarli; sono abbandonati a loro stessi, non sanno perdere, vogliono avere sempre immediato soddisfacimento alle loro richieste, non reggono le sconfitte. Devono capire che se c’è un problema questo deve diventare un’opportunità, che devono imparare a gestire.
Non solo: se perdi è sempre colpa di qualcun altro, se vai male a scuola è colpa dell’insegnante… spesso gli atleti e i ragazzi lo sanno che non è così, ma il problema sono i genitori. Facciamo ogni anno riunioni con i genitori proprio per spiegare quali sono i nostri valori; se non condividono il messaggio, se non hanno fiducia in quello che facciamo, forse non è il posto giusto per loro, non devono stare con noi. Lo stesso vale anche per i nostri insegnanti e istruttori. Questo è quello che dico all’inizio di ogni anno: certo, le gare sono l’obiettivo, ma non ci sono solo quelle, dobbiamo lavorare con i giovani nella loro complessità.
Insomma, lo sport è uno strumento potentissimo, non solo per formare atleti, ma per imparare valori fondamentali come il rispetto, l’impegno, la solidarietà e la resilienza. È un’opportunità di crescita, dove non si insegna solo a vincere, ma anche a perdere con dignità, ad affrontare le difficoltà e a lavorare insieme per un obiettivo comune. E, soprattutto, lo sport deve essere inclusivo, un luogo dove ogni persona, indipendentemente dalle proprie capacità, possa sentirsi accettata e valorizzata. Questo, in particolare è un fronte sul quale continuiamo a lavorare.
Negli anni abbiamo proposto laboratori con i nostri iscritti più grandi sulla modalità del linguaggio, sul rispetto delle persone e delle idee, con educatori del gruppo Polis, e serate sull’alimentazione e sui disturbi alimentari. Mettiamo a disposizione una volta al mese una psicologa, offerta dall’associazione. Sono progetti che voglio sviluppare e sto cercando sponsor per poterli finanziare, perché non vengono pagati dai genitori, ma sono un di più che offriamo come associazione ai giovani.
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