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Football americano: Saints Padova, un “sogno” sfumato in finale

10 Luglio 2025 - 14:10
Giovanni Pellecchia
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E’ sfumato ad un passo dal traguardo il “sogno” tricolore dei Saints Padova.

Nella finale IFL 2 (Seconda Divisione) del campionato FIDAF di football americano, XXXI Silver Bowl, la squadra padovana è stata battuta 7-27 dalla forte compagine degli Elephants Catania: 0-7, 0-7, 0-7, 7-6 i parziali.
La finale, che valeva la promozione, si è disputata la sera di sabato 5 luglio sul campo neutro dello Stadio comunale “Loris Rossetti” di Cecina: la cittadina toscana si è trasformata, nel primo fine settimana di luglio, nella “capitale” del football americano in Italia avendo ospitato venerdì pure la finale del 9FL Campionato a 9 giocatori. L’Italian Bowl, finale di Prima Divisione che ha assegnato lo scudetto ai Guelfi Firenze, sabato sera ospiti d’onore, si è tenuto invece negli Stati Uniti.

I commenti
La squadra siciliana, giunta a questa vittoria da imbattuta in stagione, era alla sua nona finale disputata: era sicuramente una compagine forte ed esperta, dotata di fisicità importanti. Trattandosi di una finale, però, in casa Saints resta un po’ di rammarico: sia perché l’avversaria non appariva imbattibile e sia, soprattutto, per i troppi errori commessi. «L’attacco è stato troppo impreciso – indica Simone Breggiè head coach e coordinatore dell’attacco, da quest’anno affiancato da Franco Bernardi - Credo che questa volta, a differenza di altre occasioni, la squadra non è riuscita a compensare gli errori dei singoli. In uno scontro tra due squadre alla pari, ha fatto la differenza. In generale, la difesa ha subito la fisicità degli avversari e fatto fatica a contenere il loro quarterback (Andrea Conticello, ndr), cui diamo merito di aver giocato un’ottima partita. Il nostro obiettivo sarà migliorarci ancora e superare anche questo traguardo».
«Nel football vince chi sbaglia meno – fa eco Matteo Turatto coordinatore della difesa -: i Saints hanno commesso troppi errori, mentre i nostri avversari hanno offerto una prestazione migliore».

Uno splendido percorso
Il campionato IFL 2 era iniziato lo scorso 24 febbraio con 12 team, divisi in tre gironi. Lungo il percorso, le due finaliste sono state le migliori. Gli Elephants Catania erano approdati alla loro nona finale da imbattuti, 8 vittorie in altrettanti incontri.
Per i Saints Padova la finale rappresenta una prima assoluta; raggiunta con preparazione, identità e spirito di gruppo: tutti elementi che hanno fruttato un bilancio di sette vittorie ed una sconfitta (qualla del 29 marzo per 26-9 sul campo dei Bengals Brescia). La squadra padovana, nel corso della stagione, vanta il secondo miglior attacco (216 punti fatti, proprio dietro Catania) e la seconda miglior difesa (84 subiti, dietro Torino).
In semifinale, disputata il 21 giugno allo Stadio Plebiscito, ha superato per 28-7 i Reapers Torino confermando la crescita della squadra ed il gran lavoro svolto durante tutta la stagione.

Le 12 squadre iscritte: Bengals Brescia, Blue Storms Busto Arsizio, Chiefs Ravenna, Daemons Cernusco, Elephants Catania, Grizzlies Roma, Reapers Torino, Saints Padova, Seamen Milano, Tfu Pisa, Thunders Trento, Trappers Cecina.

La storia
I Saints Padova sono nati nel 1984, quando l’Italia si stava innamorando del touchdown made in Usa, e sono diventati subito il principale “polo di attrazione” del football americano nella nostra provincia. Hanno attraversato periodi di cicli vincenti ed altri di ricostruzione, restando sempre fedeli alla stessa idea: il football è scuola di vita, prima che uno sport.
Dal 1988 al 1993, hanno militato nella massima serie italiana: raggiungendo una storica semifinale nel 1989 e la vittoria del SilverBowl nel 1992.
Dal 1994 ad oggi, prendono parte al campionato di Seconda Divisione, nel quale erano riusciti ad approdare in semifinale nel 2018 (allora persa con i Pretoriani Roma). «Ogni anno, da quella semifinale, siamo maturati un po’ di più – ha spiegato, alla vigilia della finale, il presidente Simone Breggiè - Abbiamo inserito nuovi giocatori: molti dei quali cresciuti nel nostro vivaio; ed altri che, arrivati da altre squadre, si sono amalgamati velocemente nel gruppo rendendoci una squadra sempre più competitiva. Il gruppo è in buona parte lo stesso della scorsa stagione, ma con una maggiore fiducia e consapevolezza nei propri mezzi. Una finale è una finale: la maggior parte di noi la affronta per la prima volta».
Questa finale persa, dunque, rappresenta il punto più alto da quando i Saints sono ripartiti: al tempo stesso, però, un punto di arrivo e di partenza.

La cronaca della finale
Dopo l’Inno di Mameli ed il “kick off” (calcio d’inizio) affidato al vicesindaco di Cecina Alessandro Bechini, la partita in avvio è rimasta a punteggio bloccato diversi minuti; ma a meno di 3’ dalla fine, Catania l’ha sbloccata con la corsa di 22 yard di Lombardo (43 anni, sic!) e l’extra-point di Gulisano per il 7-0 che ha inciso sull’andamento della partita.
Nel secondo quarto, i Saints hanno tenuto a lungo il possesso della palla, bruciando il tempo con giocate per lo più via terra e scelte coraggiose del coaching staff: giochi di corsa li hanno portati ad avanzare, senza andare oltre le 40 yard di Catania. Ed i siciliani, quando mancavano meno di sei minuti all’half time, hanno raddoppiato con un bel “TD pass” (=touchdown, passaggio in avanti per il ricevitore nella end zone e si traduce in 6 punti) dell’esperto quarterback Andrea Conticello (Mvp di finale) per Caruso; Gulisano trasformava su calcio e così all’intervallo, nonostante il tentativo di Danese che riportava il “kick off” sulle 40 yard di Padova bloccato dalla difesa, il punteggio recitava così 14-0.
Il terzo quarto ha visto i Saints cominciare in attacco ma, nel successivo drive offensivo, i siciliani hanno segnato ancora: un altro “TD pass” da 52 yard di Conticello per Barbagallo valeva l’allungo Elephants sul 21-0 dopo la trasformazione di Gulisano.
Finalmente, dopo due quarti dominati da errori, arrivava la reazione dei Saints: quando l’esperto quarterback Nicolò “Willo” Scaglia, alla quinta finale negli ultimi sei anni di cui tre vinte («Sono molto felice – ha confidato alla vigilia - sia di giocare un’altra finale sia di farlo con questi ragazzi, perché la squadra mi ha accolto a braccia aperte dal primo giorno e abbiamo raggiunto da subito un grande affiatamento»), ha lanciato una “bomba” per le mani di Tancredi Petrin in red zone. Ma non c’è stato neanche il tempo di gioire: Bilacchi, infatti, intercettava lo stesso Scaglia in endzone.
I Saints accusavano il colpo, ma la difesa patavina replicava: Verratelli ha intercettato Conticello riaccendendo le speranze dei tanti tifosi padovani, che accorsi numerosi in Toscana sia con i mezzi propri che con il pullman messo a disposizione dalla società per assistere alla storica finale (nonostante lo streaming gratuito su FIDAF TV il canale youTube federale), non hanno smesso un solo secondo di sostenere la squadra...

La strepitosa ricezione di Danese riportava Padova sulle 25 yard di Catania, ma uno “snap” errato (= movimento con cui il centro, l’uomo centrale della linea d’attacco che tiene il pallone in mano a terra, dà il via all'azione consegnando la palla nelle mani del quarterback) ha complicato le cose: con i Saints retrocessi quasi 20 yard e le squadre che invertivano la posizione sul campo nell’ultimo quarto. Nel quale, per Padova Scaglia lanciava Codogno che riceveva ad una yard dal TD; poi Carella completava l’opera con una corsa togliendo lo 0 dal tabellone dei Saints e Petrolati calciava tra i pali: 21-7, quando però restavano 11 minuti da giocare.
Nel finale, gli Elephants sceglievano giochi di corsa per cercare di consumare del tempo, ma la difesa dei Saints li ha costretti al “punt” (= calcio di allontanamento dopo un’azione offensiva non andata allo scopo). Padova ci ha provato ma, proprio quando cominciava a macinare yard su yard e sognare “l’endzone”, è arrivato il “pick six” da 100 yard di Maugeri e (= combinando “pick” termine gergale dell’intercettazione e “six” i punti assegnati per touchdown, indica quando in difesa un giocatore intercetta il passaggio), che ha fatto esplodere la parte di tifo siciliana. Il risultato della partita restava così blindato sul 27-7.

C’è un cuore che batte... sotto la croce del Santo.
La società. Presidente: Simone Breggiè; Vice-presidente: Marco Borgato; Dirigente: Matteo Turatto; Medico sociale: Marco Cesana; Ufficio stampa: Federica Favaro.

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