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Mario Bertolaso si laurea campione italiano paralimpico

04 Luglio 2025 - 11:42

 

 

Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Una passione incondizionata per l’atletica. Una bella storia di sport e di inclusione che fa bene a lui e che può essere presa allo stesso tempo da esempio positivo da molti altri.

Lui è Mario Bertolaso, padovano, classe 2000 e portacolori dell’asd Anthropos Civitanova Marche, che pochi giorni fa, ai campionati italiani assoluti paralimpici di atletica leggera, svoltisi a Molfetta il 21 e 22 giugno e organizzati dalla Fisdir per gli atleti con disabilità intellettivo relazionale, si è laureato campione italiano paralimpico nella categoria III, sia nei 100 che nei 200 metri, rispettivamente, con i tempi di 11"58 e 23"85.

Anche nella staffette 4x100 è arrivato il record italiano di società di 1/100 46"82 e nella 4x400 con il tempo di 3'57"09.

Sensazioni positive per il velocista padovano che finalmente ha ritrovato vigore atletico, la giusta motivazione con il cambio dell’allenatore e un’ottima squadra che lo supporta efficacemente, sia a livello fisico che mentale.

“Ho capito che potevo andare forte dopo la batteria dei 100 metri e questo mi ha messo nelle condizioni di affrontare le altre gare al meglio delle mie possibilità – sono state le prime parole di Mario Bertolaso - Siamo riusciti a portare a casa il record italiano di un centesimo sulla 4x100 e un oro importantissimo sulla staffetta 4x400. Purtroppo nelle prove individuali, il vento superiore alla norma, non mi ha permesso di completare alla grande una serie di buone prestazioni. In futuro mi auguro di entrare a far parte della nazionale italiani ai prossimi mondiali di atletica a Brisbane in Australia, dall’8 al 15 ottobre".

"E’ stata una grande rinascita per me dopo cinque anni abbastanza complessi – continua Bertolaso -. Il 2020 iniziò molto bene ma si mise di mezzo il lockdown per il Covid, che determinò dentro di me un blocco psicologico. Nel 2021 a Bydgoszcz vincemmo la 4x100 e per la prima volta conquistammo l'oro nella 4x400 con 3'29"09. Due anni dopo l’emergenza sanitaria, andai a Cracovia senza pensare a vincere gli Europei e senza una specifica preparazione a causa della positività al covid: arrivai quarto nei 100. Rimasi sorpreso, battendo atleti molto più in forma di me e fu davvero un grande risultato per me vincere la 4x100 e conquistare l’argento sulla 4x400. Infine nel 2023, nei “Global Games” di Vichy, ci misero in prima corsia nella 4x100 e arrivammo primi con il time di 43”47. Fu un momento davvero strepitoso. Anche nella 4x400 arrivammo primi con 3'26"57, stabilendo il record italiano. Pensare che quella staffetta doveva saltare, perché un nostro frazionista, Fallou, aveva un dolore, però il nostro fisioterapista, magistralmente, risolse tutto, e Fallou ci diede il via per iniziare il riscaldamento; il resto è storia".

"La mia caratteristica principale – conclude Bertolaso - è la capacità di resilienza. Ha sviluppato la capacità di stare bene in mezzo agli altri, al gruppo con cui ci si allena, a condividere le emozioni e tutto questo è davvero molto bello e positivo. Un doveroso ringraziamento lo voglio rivolgere al mio coach Niccolò Rettore, a Moreno Giusto, il mio fisioterapista e alla mia società".

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