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AREA25, 15 ragazzi uniti dalla passione per il Calcio Padova

19 Aprile 2025 - 12:50
Giancarlo Noviello
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Giancarlo Noviello

Nella città del Santo è nato un nuovo sottogruppo di “Appartenenza Biancoscudata” denominato “Area 25”, composto da quindici ragazzi, tutti di un’età compresa tra i 17 e i 25 anni e accomunati da un’unica grande passione per il Calcio Padova.
Per Filippo Brighenti, Niccolò Cenzato, Edoardo Zavattiero ed Eugenio Michelotto, presidente di Appartenenza Biancoscudata, il calcio è diventato un potente veicolo di senso di “appartenenza”. Quando tifi per il Padova, diventi parte di una comunità. I cori, le bandiere e i colori rappresentano una connessione profonda che supera la partita stessa. "Noi di Area25 siamo dei ragazzi che condividono i valori dello sport e che credono nel comandamento principale di esso: il sacrificio - spiegano - Viviao la passione per la nostra città e per la squadra del cuore e ci proponiamo di diffondere un modello di tifo quando più coinvolgente possibile specie nella fascia di età più giovane seguendo i valori della sportività, lealtà e non violenza".

Insomma, al di là del risultato, il calcio resta nel cuore di chi lo vive, e loro ne sono diventati testimoni raccontando la storia ultracentenaria del Calcio Padova, che hanno presentato recentemente anche al Liceo Statale “Ippolito Nievo” di Padova con un lavoro intitolato “115 anni di Calcio Padova”, un progetto  a lungo termine che nei prossimi anni mira a coinvolgere sempre più coetanei per aprire un nuovo ciclo all’interno del tifo biancoscudato.

Per un’ora e mezza, i ragazzi dell’Area 25 si sono confrontati con gli studenti liceali esponendo una dettagliata presentazione storica con immagini sulla nascita del Calcio Padova, a partire dalla costruzione del mitico stadio “Silvio Appiani” e l’esordio del Paron Nereo Rocco a cavallo degli anni ‘50, con quel cappello calcato in testa e le inconfondibili battute in triestino. Una mimica, per chi ha avuto il privilegio di averlo come allenatore e di percorrere un tratto del suo cammino, che valeva un discorso, la conversazione di un uomo semplice per il quale una stretta di mano significava un impegno che non avrebbe disatteso.

Una lunga storia?

Certamente - spiega Filippo Brighenti, studente al primo anno di Economia a Padova - Il Padova è nato il 29 gennaio 1910 al Bar Borsa, in Piazzetta delle Garzerie a Padova, dove venne fondata l’Associazione Calcio Padova . Fu nominato come presidente il barone Giorgio Treves de’Bonfili, Il 20 febbraio in amichevole, il Padova esordì con la sua prima maglia ufficiale contro l’Hellas Verona al campo Walter Petron. Da quel giorno, iniziò la storia del Padova con i suoi primi giorni di gloria già negli anni ’20, quando il club biancoscudato viene scelto per inaugurare il primo campionato di serie A a girone unico, giocando poi sempre nella massima serie tra il ’48 e il ’52. In quel primo scorcio del secolo biancoscudato, diversi furono i personaggi leggendari. Uno su tutti, Silvio Appiani, il primo fuoriclasse del Padova che nella stagione 1914/15 trascinò la squadra con i suoi 18 gol. Il 20 ottobre 1915 il giovane volontario Appiani muore sul Carso, rimanendo negli anni il simbolo di giovinezza e ardore per il calcio padovano, immortalato nel cemento dello stadio che dal 1924 prese il suo nome.

Oggi, di quello stadio leggendario, rimangono antichi ricordi, soprattutto per quelle generazioni che hanno vissuto dal vivo la “fossa dei leoni”, sempre colma di gente. Dopo l’abbattimento della Tribuna Est e la riqualificazione dell’impianto sportivo, noi di Area 25 ritorniamo spesso all’Appiani per sostenere la squadra della Primavera, perché ci giocano alcuni amici che fanno parte del nostro gruppo. Quest’anno abbiamo seguito le partite contro il Venezia, Vicenza e Cittadella".

Il Padova è quasi vicino al sogno della B...

Quest’anno ci siamo divertiti perché la squadra ha espresso un’ottima organizzazione di gioco, dominando il girone d’andata. Poi, nel girone di ritorno, si è registrato un calo quasi fisiologico da parte di tutta la squadra, e il Vicenza ci ha creduto fino in fondo recuperando il gap negativo di 10 punti, e rimanendo in testa anche per sole due giornate. E’ stato bravo il Padova, con il suo principale artefice, l’allenatore Andreoletti, a riuscire a mantenere l’equilibro e la concentrazione del gruppo. Ora manca davvero poco al sogno, e poi il Padova dopo diversi anni di permanenza in C, potrà ritornare nel calcio che conta.

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Edoardo Zavattier e Filippo Brighenti, cosa vi proponete con la nascita di Area 25?

Abbiamo creato questo gruppo con l’intento di coinvolgere un numero sempre maggiore di giovani che sentono la necessità di sostenere il Padova, dato che negli ultimi anni i risultati non sono stati particolarmente incoraggianti. Con il nostro impegno, cerchiamo di richiamare l’orgoglio e la presenza dei tifosi per la nostra squadra del cuore, che manca oramai da moltissimi anni. Portare i giovani allo stadio è un modo di lasciare traccia di sé, della propria dedizione ad un interesse che si tramanda di generazione in generazione. Si tratta quindi di un modo alternativo di interpretare l’intensità di un legame forte, in particolare tra padre e figlio quando si tratta di calcio.

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