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Realtà virtuale e Biofeedback per la Pallavolo Padova, il futuro è già qui!

15 Aprile 2025 - 11:58
Giuliana Valerio
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Giuliana Valerio

La Realtà Virtuale - VR - e il Biofeedback entrano nel programma di allenamento dell’Accademia Kioene Padova, che  introduce nuove tecnologie per l’allenamento mentale dei propri atleti, integrandole nei percorsi di preparazione psicofisica.

Un importante step del progetto di Psicologia dello Sport avviato lo scorso settembre e affidato a  Francesca Stecchi, Psicologa dello Sport e preparatrice mentale che coinvolge gli atleti della squadra Under 19/Serie B. L'obiettivo è rafforzare la preparazione mentale come elemento centrale del percorso sportivo e di crescita personale.

La realtà virtuale a servizio della prestazione: un allenamento da ...seduti

Nelle scorse settimane i ragazzi hanno sperimentato una innovativa metodologia che si avvale del visore Meta Quest 2 e di App specializzate, grazie alla quale hanno potuto osservare in tempo reale l’effetto di un pensiero, della respirazione o della tensione emotiva all'interno di un ambiente virtuale progettato per guidarli verso il rilassamento e la concentrazione.

“La realtà virtuale - spiega Francesca Stecchi - è una tecnologia che permette di simulare ambienti tridimensionali altamente realistici, nei quali l’atleta può immergersi attraverso un visore. Questa immersione sensoriale consente di creare esperienze ideali per allenare la mente in situazioni di stress, pressione o recupero. Quando osserviamo un’azione, anche solo in forma simulata o immaginata, si attivano nel nostro cervello le stesse aree coinvolte nell’esecuzione reale di quell’azione -  Stecchi -. Ciò significa che vivere una situazione di gioco attraverso la realtà virtuale può avere effetti positivi sull’apprendimento motorio, sulla preparazione mentale, oltre che sull’autostima e l’autoefficacia”.

In particolare, son state fatte sessioni di Biofeedback, una tecnica che consente di monitorare in tempo reale le risposte fisiologiche dell’organismo (come il battito cardiaco, il respiro, la temperatura periferica, la conduttanza cutanea e la tensione muscolare) e di restituire all’atleta queste informazioni attraverso segnali visivi e sonori. In questo modo, è possibile allenare la consapevolezza corporea e imparare strategie di autoregolazione emotiva e fisiologica, fondamentali per la prestazione sportiva.  

Sono esercizi che verranno proposti anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza degli stati psicofisici. Quando si imparano a riconoscere – anche grazie alla possibilità di visualizzarli – diventa più semplice gestirli e mantenerne il controllo, soprattutto in situazioni ad alto carico emotivo.

Le potenzialità dell'utilizzo della realtà virtuale

La realtà virtuale si rivela particolarmente utile in tre ambiti:
Recupero da infortunio: consente di mantenere attivazione mentale e motivazionale anche durante la fase di stop fisico, simulando movimenti e situazioni di gioco.
Miglioramento del gesto tecnico: attraverso la ripetizione immersiva e visiva di sequenze motorie corrette, facilita l'apprendimento e l'automatizzazione del gesto atletico.
Allenamento della concentrazione: permette di inserire distrazioni e “stressor” in simulazioni di gioco, migliorando la capacità di focus attentivo e la risposta efficace sotto pressione.

Il progetto di Psicologia dello Sport

Il percorso è iniziato con l’utilizzo delle carte Dixit, uno strumento basato sul linguaggio simbolico, che ha permesso agli atleti di esprimere le loro emozioni, la motivazione personale e le sensazioni vissute in partita. Successivamente, attraverso tecniche di respirazione, i giocatori hanno lavorato sulla gestione dell’ansia e della pressione, imparando a controllare l’attivazione emotiva nei momenti più critici della partita. Quindi, l’allenamento cognitivo: con l’utilizzo delle luci di reazione Sportlight, gli atleti hanno lavorato sulla concentrazione, la rapidità di risposta e la capacità di rimanere focalizzati anche dopo un errore.

Particolare rilevanza è stata data anche al potenziamento della coesione di squadra: lavorare sull’affiatamento del gruppo affinché ogni giocatore si senta parte integrante di un progetto comune. Per rafforzare questi legami, sono stati proposti esercizi di team building, finalizzati a migliorare la comunicazione in campo e, attraverso attività strutturate, i ragazzi hanno lavorato sull’ascolto attivo, sulla capacità di comunicare in modo chiaro e sulla gestione dei momenti più critici della partita.

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