
Nuoto artistico: disciplina, costanza e lavoro di squadra ma, soprattutto passione
Giuliana Valerio
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

“È uno sport che ti insegna la disciplina e la costanza, ma anche quanto è importante il tempo: a non sprecarlo e dargli il giusto valore. E non è poco, s e non avessi praticato questo sport a scuola non sarei andata bene e quando ho smesso ho cominciato a ‘zoppicare’ un po’. Ti rende una persona responsabile, ti forma fisicamente, e fa bene alla salute, al fiato, al cuore… Inoltre mi sono fatta moltissime amiche con le quali sono ancora legata”. Sono le parole di Virginia Tognazzo, 20 anni, che ha iniziato a otto a fare nuoto artistico (ex nuoto sincronizzato), agonista fino a 17 anni ora allena le più piccole.
Greta Molena, classe 2007, ha iniziato a meno di sette anni e oggi è un’atleta agonista. “Amo questo lo sport, l’acqua, le compagne e l’allenatrice che mi ha fatto crescere e mi ha vista crescere, il nuoto artistico è la mia vita – conferma Greta -. La prima parola che mi viene in mente se ci penso è ‘squadra’, un gruppo con cui sono cresciuta negli anni, prima con le più grandi che stimavo, ora con le più piccole che stimano me. Ma anche ‘forza’, la mia forza nell’essere riuscita ad andare avanti pure quando ero da sola senza ormai nessuna squadra con me”.
Per entrambe è stato impegno, fatica ma, soprattutto, amore a prima vista per questa disciplina che il Centro Sportivo Gabbiano di Campodarsego offre dal 2010. Oggi sono circa 40 le atlete, dai 5 ai 18 anni, tutte femmine, anche se le porte sono sempre aperte per i maschi e a livello italiano il vivaio maschile sta crescendo. Il team tecnico è articolato, come la disciplina, ed è composto da un’allenatrice capo, due ex atlete che allenano, una persona che segue la mobilità, flessibilità, ginnastica, danza, coreografie e la parte espressiva (le atlete si esprimono anche con il viso), una per la preparazione atletica.
Una disciplina complessa e impegnativa
La prima entrata in acqua avviene da piccolissime, poi, dai 10 anni, le bambine entrano nell’agonismo divise in categorie in base all’età. Gareggiano da sole negli obbligatori, esibendosi in figure tecniche ferme sul posto uguali per tutte. Se conseguono un punteggio minimo possono accedere al campionato italiano, dove si esibiscono in esercizi liberi in singolo, in duo o in squadra.
“La tecnica è fondamentale – spiega la allenatrice capo, Maura Militello - e la si acquisisce lavorando fuori dall’acqua, con esercizi di ginnastica artistica, ritmica e acrobatica, e dentro l’acqua, con apnea (che giunge fino ai 30 secondi in movimento!) e nuoto. La nostra società vanta quest’anno per ben tre volte di seguito e tre su tre la campionessa regionale Esordienti A, prima categoria agonistica, 12 anni. Inoltre, tutte le atlete categoria esordienti A e Categoria Ragazze si sono qualificate per i campionati italiani invernali che si svolgono il 29 e 30 marzo”.
Danza e musica, ma nell’acqua
Quello che attira le atlete fin da giovanissime è l’idea di poter ballare in acqua con la musica, e questo si può fare solo in piscina. Poi, con gli anni, a questo si aggiunge molto altro, l'autodisciplina, il piacere di lavorare in squadra, la crescita emotiva e la maturazione, le amicizie .
“Il nuoto artistico è uno sport completo in cui si lavora su molti fronti – continua Militello – ed è uno sport di squadra: anche se le varie qualifiche le svolgono singolarmente, il singolo lavora anche per qualificare la sua squadra. C’è sempre confronto, sostegno e amicizia, le atlete vivono in gruppo e affrontano insieme le difficoltà. Certo, è una disciplina impegnativa, ma avere un programma e orari definiti aiutano a programmare in modo efficiente le giornate”.
“Impegnativa? Bisogna saper fare danza, ginnastica artistica, nuoto e apnea e avere un fiato pazzesco! Non a caso si fanno allenamenti da tre a cinque volte a settimana per due-tre ore sia fuori che dentro l’acqua, spesso ci sono le gare la domenica – spiega Virginia –. Ecco perché c’è un grande ricambio: molte atlete lasciano, in particolare quando si arriva alle superiori e l’impegno diventa più gravoso: non c’è tempo libero, spazio per gli amici, i morosi, lo studio. Hai meno tempo per pensare te stessa, diventi quello sport, non fai altro. Ma abbandonarlo per me è stato durissimo”.
“Certo, occorre determinazione e costanza – concorda Greta - bisogna allenarsi molto e sapere organizzare il tempo. Ma io lo consiglio e se dovessi tornare indietro rifarei la stessa cosa mille volte!”.
Non solo una disciplina sportiva, ma un percorso formativo, di crescita
“Fino a qualche anno fa soffrivo l’ansia pre gara – continua Greta – È un’ansia diversa da quella scolastica dove sai che se vai male puoi comunque recuperare. Nelle gare hai solo due minuti per il tuo balletto, 120 secondi nei quali metti in gioco tutta te stessa, e tutto è nelle tue mani. Se commetti un errore non puoi più risolverlo fino alla gara successiva. Grazie a questo sport e alla mia allenatrice ho imparato a gestire l’ansia e l’ho trasformata in adrenalina che mi aiuta a migliorare la mia performance. Tante atlete lasciano proprio per l’ansia di prestazione, ma assicuro che si può gestire e anzi questo ti fa maturare e crescere”.
Un’adrenalina che si trasforma in forza e che non si dimentica mai. “Ho smesso di fare agonistica a 17 anni - conclude Virginia - ma non volevo abbandonare la piscina. Così ho iniziato a gareggiare nella serie Amatoriale, insieme a tutte le mie compagne che volevano lasciare. Meno allenamenti, meno faticosi… abbiamo provato per un anno ma poi abbiamo smesso tutte. Si iniziava l’università, non ce la facevamo. Ora sono entrata nel team degli istruttori e seguo le bambine dai sei ai nove anni. Non mi alleno più, insegno e basta, ma quando porto le bimbe in gara mi manca la sensazione che provavo nelle gare, l’adrenalina, l’attesa del punteggio…”.
Insomma, il nuoto artistico è uno sport che richiede impegno, costanza e tanto lavoro di squadra. Ma ogni allenamento, ogni gara è un’opportunità per imparare ad affrontare le difficoltà e divertirsi insieme alle altre. Non importa quanto sia dura, la passione per questo sport è ciò che spinge a continuare, a migliorare e a crescere ogni giorno.

© chesport.infoTutti i diritti riservati
Le più lette

Lo sport e il bambino: perché, quando, quanto, come
La Guida del Pediatri per aiutare i genitori ad avviare correttamente i bambini all’attività sportiva.

Stop all’hate speech
Provincia di Padova, Corecom ed Esu sottoscrivono una dichiarazione d’intenti contro il linguaggio d’odio nello sport

Baseball per ciechi e ipovedenti: una squadra anche a Padova?
La possibile eredità lasciata dalla partita di Serie A al Plebiscito nell’ambito di “Padova Sensoriabile”

Benedetta Boscaro, promessa del nuoto: tutta la caparbietà di un sogno
Intervista esclusiva alla pluricampionessa italiana juniores, specialista del dorso

Troppo caldo? Non hai voglia di uscire? Fai sport in casa con il tuo cane
Gli esercizi da fare...insieme (anche lo yoga)

Dall'esperienza di Raffaele Boscolo, il salto con l’asta diventa una disciplina per tutti
“Dadi Volanti”: sport inclusivo per persone con disabilità intellettiva dagli 8 agli 80 anni con il Gruppo Asta Padova




