
Annia, la società di Conselve che fa crescere la ginnastica ritmica
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Roberto Turetta
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Nel Conselvano c’è una società che da qualche anno insegna la ginnastica a decine di atlete, in primis quella ritmica. Questa società si chiama Annia, ha sede a Conselve ma conta filiali in altri tre Comuni dei dintorni (Cartura, Pernumia e Due Carrare). Tutto questo, per ben 280 tesserati. La guida un team di ex ginnaste e preparatori atletici, ognuno con un curriculum di tutto rispetto.
«Siamo nati nel 2017, anche se la vera partenza fu nel 2010 come costola del gruppo Ardor di Padova. L’avvio fu con un centinaio di iscritte –spiega Gloria Ruzzon, responsabile tecnica di Annia-. Quindi, le richieste del territorio e la voglia di metterci in gioco ci hanno indotto a costruire una realtà tutta nostra, in una zona dove mancava l’offerta per queste discipline».

Si è puntato così sulla ginnastica ritmica, ma aggiungendo nel corso del tempo altri corsi. «E’ stata una crescita continua –continua Ruzzon-. Solo per la ritmica, contiamo attualmente 150 ginnaste dai 3 ai 20 anni, ai livelli pre-agonistico e agonistico. Tanto che abbiamo attivato anche il corso per adulti, su richiesta di alcuni genitori. Ma non è tutto, perché da noi si possono scegliere più attività: la tonificazione per adulti, a Conselve e Cartura (attualmente con una quarantina di iscritti); lo yoga, sia al pomeriggio che alla sera; quindi, la ginnastica dolce per la terza età, che aggrega una settantina di persone tra Conselve, Pernumia e Due Carrare. Senza dimenticare le collaborazioni, per esempio con l’associazione “Voci dal Medioevo” di Trambacche di Veggiano. In quest’ultimo caso, si cimentano in spettacoli di giocoleria con il fuoco e con la trampoleria».
L’obiettivo di Ruzzon e del resto dello staff non si limita alla crescita agonistica delle tante giovani atlete. «La ginnastica, forse più di altre discipline, ti insegna ad avere costanza, tenacia e coraggio. Perché è intrinsecamente difficile, soprattutto rispetto ad altre pratiche sportive: solo nel caso della ritmica, bisogna saper applicare i passi della danza, usare più attrezzi diversi, seguire il ritmo della musica e gestire nel contempo le proprie emozioni; questo, sia come singole che in squadre di cinque. E, di conseguenza, andare avanti richiede tantissimo tempo e altrettanto impegno. Non è un caso che, una volta cresciute, molte ginnaste acquisiscano molto presto abilità di altro tipo. Un esempio viene direttamente dalle nostre ragazze, per le performance nelle manifestazioni con l’associazione di Trambacche».
A parlare, per Ruzzon, sono anni e anni di esperienza come atleta, oltre che come allenatrice e dirigente. «Da una vita faccio parte di questo mondo, dopo aver girato parecchie società del territorio e aver cominciato ad allenare a 18 anni. E ora ne ho 38». A darle manforte, c’è un folto gruppo tecnico. Più il presidente Nicola Rampazzo, padre di una delle iscritte. «Molti istruttori e istruttrici lo sono a livello professionale, vivono solo di quello. A loro si aggiungono uno psicologo, un osteopata e una coreografa. Io stessa, dopo aver studiato giurisprudenza e ottenuto l’abilitazione da avvocato, decisi di dedicarmi unicamente alla ginnastica ritmica e allo sport, mi sentivo realizzata qui».
La proliferazione di figure come Ruzzon e i suoi colleghi è stata proficua per l’intero movimento italiano della ginnastica ritmica, attualmente ai massimi livelli internazionali. Tanto che la stessa federazione nazionale ha riconosciuto in più occasioni il lavoro portato avanti da Annia.
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