Skip to main content

«Non lasciare indietro nessuna»: la filosofia del Pool Patavium

21 Marzo 2025 - 13:49
Massimo Zilio
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Massimo Zilio

«Per noi è fondamentale dare a tutte le ragazze la possibilità di crescere – spiega Paolo Biasio, uno dei dirigenti del Pool Patavium – Pensiamo che sia importante che ogni ragazza possa giocare al livello “giusto” per lei, che le possa dare la giusta soddisfazione e che la stimoli a continuare a giocare. Chi ha più talento e più motivazione è giusto che possa provare a raggiungere il massimo, ma lo sport fa bene a tutte e quindi noi cerchiamo di fare in modo che tutte possano farlo con gioia. Se poi qualche ragazza dovesse avere le qualità per spiccare il volo verso palcoscenici più prestigiosi, non poniamo ostacoli».

Il Pool Patavium conta su circa 160 atlete, con un nutritissimo gruppo di minivolley, che sul territorio ha una importante tradizione, di circa 60 atlete, proseguendo con le diverse squadre dall’under 12 all’under 18 passando per under 13, 14 e 16. La prima squadra è una serie D («Che sta andando molto bene» commenta Biasio senza però sottolinearlo troppo).
«Abbiamo in atto una collaborazione importante con il Volley Eagles –prosegue Biasio – Con loro si punta alla maggiore qualità. La collaborazione riguarda tutto il giovanile, ma le soddisfazioni maggiori sono arrivate da under 13 (seconda a livello regionale) e under 14 (terza). Per far capire il livello, a vincere sono state le giovanili dell’Imoco. Per arrivare a questi livelli è indispensabile la collaborazione».

La qualità però come detto si accompagna alla volontà di dare a più ragazze possibile la possibilità di divertirsi in palestra: «Noi non mandiamo via nessuno, non vogliamo che nessuna resti indietro. Giocare ad alto livello richiede grande impegno, bisogna allenarsi spesso e magari partecipare a più di un campionato. Significa essere in palestra cinque giorni a settimana. Non tutte le ragazze vogliono farle, ma lo sport è sempre salutare, a livello fisico, ma anche per la socialità, che magari oggi un po’ manca. Per noi l’obiettivo è quello di dare a tutte l’opportunità giusta per loro».

Ovviamente c’è sempre anche la voglia di fare qualcosa in più: «Purtroppo quello degli spazi palestra è un problema comunque, nonostante gli sforzi delle amministrazioni. Ci piacerebbe avere più palestre per poter consentire di giocare anche dopo il settore giovanile a più ragazze».

Biasio, che come la stragrande maggioranza dei dirigenti delle società di base ha cominciato il suo impegno da genitore di atlete, continua a impegnarsi in un “mestiere” sempre più difficile: «Sono stato “risucchiato” da questo mondo – conclude – Fare il dirigente di pallavolo non è facile, ci sono tante cose da fare in palestra e gli adempimenti sono sempre più complessi in tutti gli sport. Però io come molti altri do volentieri il mio contributo perchè credo che lo sport, soprattutto quello di squadra, sia molto educativo. Si impara molto, si vivono assieme delle emozioni, cosa che oggi è sempre più difficile».

info©chesport.infoTutti i diritti riservati

Le più lette

L’atleta paralimpica del Gabbiano, quarta in Europa e sesta nel mondo nei 100 rana: «Continuare a crederci anche quando sembra difficile»

Un film che nasce dallo sport e grazie allo sport riscopre arte, natura e storia della civiltà del Brenta

L’ex-difensore, in campo per più di vent’anni, è ora mister della Roma Femminile

"Tutti ai blocchi di partenza per correre insieme verso il sogno delle Paralimpiadi di Los Angeles 2028"

bambini impegnati in attività sportive

La Guida del Pediatri per aiutare i genitori ad avviare correttamente i bambini all’attività sportiva.

L’atleta veneziano si racconta in un'intervista esclusiva: dagli “Ironman” alle sfide in “acque libere”